La manifestazione
Imbrogliavano sull’Isee per non pagare il ticket
I controlli incrociati della Finanza hanno messo nei guai un centinaio di persone. Tra i furbetti pizzicati ci sono commercianti, liberi professionisti e artigiani
MASSA. La caccia ai falsi poveri nel 2013 ha impegnato sia la guardia di finanza di Massa-Carrara sia gli uffici degli enti locali. Controlli su controlli, incroci su incroci e alla fine i furbetti sono stati scoperti e chiamati a risarcire erario e amministrazioni turlupinate con false dichiarazioni o autocertificazioni. Sono quasi un centinaio le persone scovate a imbrogliare: Isee al ribasso per non pagare ticket sanitario, ottenere sconti sugli abbonamenti dei treni e servizio mensa gratuito. Oppure per strappare un posto all’asilo. Le fiamme gialle negli ultimi mesi hanno passato al setaccio gli elenchi dei nominativi delle persone che hanno richiesto un alloggio popolare, che pagano le rette minime per gli asili e le mense scolastiche oppure che hanno ottenuto un contributo per le spese scolastiche. Alcune migliaia le richieste che sono state passate ai raggi x. Un lavoro che se fatto su ogni nominativo avrebbe richiesto più di un anno e così il comando apuano della finanza ha fatto verifiche a campione. Centinaia le posizioni , decine su decine i furbetti.
L’arma vincente sono i controlli incrociati. Della persona che sottoposta a controllo è stato vivisezionato l’impossibile: dal reddito dichiarato al tenore di vita, che poi è il tallone di Achille di tutti i furbetti che prima o poi cadono nell’errore e vengono pizzicati dai militari. Tra i falsi poveri sorpresi dalle fiamme gialle come ogni anno ci sono anche commercianti con negozio di proprietà e un patrimonio che tra titoli e azioni sfiora il mezzo milione di euro. Ma si sono dichiarati indigenti per usufruire del servizio sanitario a costo zero. Così niente ticket da pagare per esami del sangue, Tac e visite specialistiche.
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