Sicurezza
Bollette dell’acqua salate, uffici Gaia presi d’assalto
Gli utenti: confusione tra residenti e non residenti e troppa burocrazia Ma la società replica: in una mattinata accolti 220 cittadini e senza criticità
MASSA. È un’attesa media di due ore quella a cui i massesi dovranno sottoporsi in questi giorni agli sportelli di Gaia, in viale Stazione. È, infatti, periodo di bollette e gli uffici del nuovo gestore unico del servizio idrico sono presi d’assalto. Centinaia le persone che ieri hanno chiesto spiegazioni ai consulenti di Gaia, molti altri hanno mollato. «Noi siamo arrivati alle 9 - racconta Antonio Sannino, sventolando il numero 132 - è l’ennesima volta che veniamo e ci tocca perdere una mattinata intera». Il problema è sempre lo stesso: le bollette sono alte e gli utenti cercano chiarimenti. Un fatto che si ripete ciclicamente da quando si è “insediato” il nuovo gestore unico, complice anche una burocrazia farraginosa. Con Gaia, infatti, le carte in tavola sono cambiate: le tariffe per i non residenti sono più alte rispetto a quelle dei residenti. Ma per avere diritto alla tariffa “normale” il cittadino deve comunicare di essere residente in quella casa, anche se ci vive da una vita. «Io abito nella stessa casa da cinquant’anni - si sfoga Gino Benedetti - e mi devono spiegare perché ora devo venire qui a fare la fila tutta la mattina. E non è la prima volta. Sono già venuto per chiedere spiegazioni sull ’importo della bolletta e mi hanno spiegato la distinzione fra residenti e non. Mi hanno chiesto la rendita catastale e stamani spero di concludere l’iter». Un iter che hanno dovuto seguire centinaia di persone. «Ricevevamo bollette da 450 euro - racconta Barbara Carducci - perché non risultavamo residenti. Poi abbiamo capito il motivo e iniziato la trafila per la voltura». Ma la burocrazia non è l’unico motivo di lamentela. Un altro - forse il più importante - è il costo del servizio. «Io vivo a Gronda - commenta Roberto Pucci, mostrando la sua ultima bolletta da 98 euro - un paese pieno di fonti e non accetto di pagare 100 euro per un bene primario. Questo va contro il principio del referendum che abbiamo votato». Tra i cittadini in fila ieri c’era anche chi, la bolletta proprio non riuscirà a pagarla e rischia di rimanere senza acqua. «Mi è arrivata la raccomandata - racconta Fabrizio Pausata - con l’avviso che mi staccheranno l’acqua entro venti giorni se non pago. Ma non ho soldi, nè ho genitori che possano aiutarmi e non ci sono bonus comunali attivi».
Grossi disagi, quindi. Anche se la situazione, vista con gli occhi di Gaia è ben diversa: «Stamani (leggi ieri ndr) sono stati accolti e serviti nei tempi 220 utenti da 7 consulenti. Un altro consulente - aggiunge la società - era in sala. I numeri sono nella media e non sono state segnalate criticità. Quando Gaia è subentrata nella gestione del servizio ha corretto ed integrato la banca dati degli utenti, acquisita dal precedente gestore (incompleta e non rispondente al tariffario vigente), in collaborazione con il Comune.
Per tutti gli utenti, dove è stato possibile agire “d’ufficio”, l’attività è stata svolta internamente, per tutti gli altri casi si è chiesta una collaborazione all’utenza per aggiornare e rettificare i dati. Nei casi in cui l’utente non ha inviato la comunicazione richiesta, Gaia ha eseguito il conguaglio da “residente” a “non residente” applicando la tariffa indicata nel regolamento del servizio idrico».
Gaia ricorda comunque che sono disponibili agevolazioni tariffarie con sconti in bolletta anche oltre il 50%. Sono le agevolazioni Isee, in base al reddito, e le agevolazioni per famiglie numerose, per nuclei familiari o superiori alle tre persone.
Melania Carnevali
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
