Sicurezza
Teatro per trasformare il carcere in centro di recupero giovanile
Presentato lo spettacolo “L’uccello di fuoco” in programma venerdì nella struttura di Pontremoli Il regista Paolo Billi impiegherà come attrici le ragazze detenute nell’istituto penale minorile
PONTREMOLI. Un percorso di recupero attraverso il teatro per dare nuova vitalità alle speranze di giovani donne.
Venerdì prossimo Pontremoli sarà palcoscenico di due eventi molto particolari: uno, il falò di San Geminiano, patrono della cittadina, con il suo palcoscenico all'aperto, l'altro, in un luogo più particolare: l'istituto penale per minorenni, in via IV Novembre per assistere alla prima de L'uccello di fuoco con la regia di Paolo Billi.
Unico istituto penale minorile femminile in Italia e anche in Europa, l'Ipm di Pontremoli aprirà le porte a piccoli gruppi di spettatori, che entreranno in un luogo magico, trasformato ad arte in un labirinto di un castello, per vedere uno spettacolo, scandito in un percorso di sette stazioni, in cui le protagoniste sono le ragazze dell'Istituto.
Lo spettacolo è frutto del progetto, avviato a giugno scorso, dal titolo «Saran rose e fioriranno» a cura del regista bolognese Paolo Billi con l'obbiettivo di costituire una équipe permanente di teatro presso l’istituto penale per minorenni di Pontremoli.
A tal scopo è stato fondato il Centro teatro Pontremoli per progettare autonomamente e realizzare attività teatrali, culturali e artistiche con le ospiti dell’istituto, coinvolgendo gli adolescenti, i giovani e il territorio di Pontremoli e Massa-Carrara.
Un progetto importante, quindi, che è stato illustrato ieri mattina nella sede del carcere pontremolese dal dottor Antonio Pappalardo (in video conferenza da Torino) direttore interregionale del centro di Giustizia minorile del Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Massa Carrara, dalla direttrice dell’istituto penale, Daniela Giustiniani, dal sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini e dal regista Paolo Billi.
A sottolineare la grande valenza di questo progetto ci ha pensato subito il direttore Pappalardo che ha parlato di un’iniziativa che «oltre a costituire un importante elemento del trattamento, le attività rappresentano uno degli aspetti più rilevanti per il superamento delle tensioni facilitano l’espressione di sé, la comunicazione e l’aggregazione sociale».
A raccontare poi la realtà del carcere ci ha pensato la direttrice Daniela Giustiniani che ha rivelato come «la maggioranza delle ragazze è straniera per lo più proveniente dall’Europa dell’est a cui si è aggiunta una minoranza di italiane (18%) e tra queste anche nomadi italiane oltre a alcune ragazze provenienti dalla Romania ma anche dal Marocco e dalla Cina».
Parlando del progetto la Giustiniani ha detto come «rappresenti un modo per far entrare la società dentro la realtà dell’istituto e alle stesso tempo alle ragazze di confrontarsi con la città».
Il sindaco Lucia Baracchini ha dichiarato che si tratta di un «progetto di ordine sociale, che vuole mostrare l’importanza della partecipazione e del recupero. E per questo crediamo sia una cosa importante verso cui il Comune ha voluto dimostrare attenzione e condivisione».
Infine il regista Paolo Billi ha poi dato una breve anticipazione dello spettacolo che rappresenta «un processo formativo che vuole mettere in moto dei meccanismi di riflessione».
Appuntamento dunque a venerdì per chi vorrà assistere a questa inusuale rappresentazione teatrale con protagoniste le giovanissime ospiti dell’istituto..
Riccardo Sordi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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