Il Tirreno

Minaccia il vicino con un falcino

Minaccia il vicino con un falcino

Sosteneva che il cane del confinante gli avesse sbranato un agnello. «Mi ha detto In dialetto vai via di qui o ti taglio la testa»

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LICCIANA NARDI. Lui, il vicino di casa, sosteneva che il cane del confinante gli avesse - ancora una volta - sbranato un agnello.

L’altro, che in passato lo aveva già risarcito - come ha dichiarato in tribunale - con mille euro erogate dall’assicurazione, per l’uccisione di un’altra pecora, ha invece dichiarato che, quella volta (siamo nel marzo del 2012) il proprio cane non c’entrava nulla perché era si scappato di casa ma era stato ritrovato da un’altra parte, nel borgo di Pagliaccio e non a Villa di Panicale, dove si trova la stalla del vicino e l’abitazione del padrone del cane.

Proprio per questo motivo l’uomo ha preso la macchina e si è recato dal proprietario del gregge (che nel frattempo aveva chiamato sua moglie dicendo di mandare il marito da lui per quello che aveva commesso il suo cane), per far valere le proprie ragioni.

Ma qui, secondo quanto emerso nel racconto fatto in tribunale dal padrone del cane, parte civile nel processo davanti al giudice Congiusta, e dalla propria consorte, il signore delle pecore avrebbe sventolato un falcino minacciandolo di tagliargli la testa.

Da qui la denuncia per minacce aggravate da cui deve difendersi, nel corso del procedimento in tribunale a Massa Carlo Gabrielli (assistito dall’avvocato Massimo Pinza).

La vicenda ieri è stata ripercorsa sentendo la versione delle parti civili, marito e moglie, che sono rappresentanti dall’avvocato Paolo Fraschini.

Quello che emerso è una “ruggine” legata proprio alla vicinanza, non proprio idilliaca, fra il cane della copia e le pecore e gli agnelli del confinante.

«Già in precedenza- ha ricordato il proprietario del cane - aveva accusato il mio animale di avergli sbranato una pecora. Per mantenere dei buoni rapporti, visto che il mio cane era assicurato, gli evavo fatto avere mille euro di risarcimento».

«Quella volta però sono convinto che il mio cane non c’entrasse nulla, visto che era scappato di casa e tutti lo hanno visto per l’intera mattinata in località Pagliaccio, dove peraltro sono andato a riprenderlo».

È stata poi la volte della moglie del proprietario del cane.

«Ho visto mio marito andare alla stalla - ha detto al giudice - il signor Calruccio lo stava aspettando seduto. Si è alzato e ha agitato un falcino dicendogli, in dialetto: “Se non vai via di qui ti taglio la testa”».

Il processo è stato aggiornato al prossimo marzo per ascoltare i testimoni della difesa che daranno la loro versione dei fatti. (a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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