Il dolore
Immigrati clandestini, 19 denunciati
Nei guai un finto avvocato sarzanese. Ispezionati (e chiusi) anche tre centri massaggi gestiti da cinesi
SARZANA. Un anno di indagini. Tanto è servito al Nucleo carabinieri ispettorato del Lavoro della Spezia per raccogliere le prove e denunciare a piede libero alla Procura 19 persone che, a vario titolo, hanno approfittato dell’ultima sanatoria per lavoratori extracomunitari per trarre profitto dalla condizione di clandestinità di quest’ultimi.
Si tratta di 7 italiani, 6 marocchini, 2 algerini, 2 cinesi, un senegalese e una rumena. Tra essi alcuni professionisti della Spezia, un finto avvocato di Sarzana, un barista algerino e un macellaio marocchino oltre a due pensionati e un autista di Ortonovo. I reati ipotizzati spaziano dall’associazione per delinquere all’estorsione passando per l’esercizio abusivo di una professione e il falso ideologico. Tutto per ottenere un profitto dalla permanenza degli stranieri sul territorio nazionale in violazione delle norme che ne regolano il soggiorno.
Una parte dell’indagine è nata dalla denuncia di un ignaro imprenditore senese che si è visto recapitare alcune informative dello Sportello unico per l’immigrazione riguardanti alcuni lavoratori stranieri nella realtà mai occupati dalla sua azienda.
L’ipotesi dell’estorsione deriva dal fatto che in alcuni casi gli stranieri, pur avendo realmente lavorato, quando è stato il momento di sanare la posizione hanno dovuto soggiacere alla richiesta di denaro (circa 15mila euro in totale) dietro minaccia da parte dei datori di lavoro di non presentarsi in Prefettura per firmare il contratto di soggiorno.
Sono stati gli stessi lavoratori, che non avevano soldi a sufficienza per pagarsi un loro diritto, a rivelare il meccanismo squarciando il velo di silenzio che nel passato ha adombrato indagini simili.
In altri casi invece sono stati gli stranieri a offrire denaro a spregiudicati individui affinché si inventassero finti rapporti di lavoro anche con false dichiarazioni dei redditi.
A conclusione delle indagini sono stati anche ispezionati tre centri massaggi cinesi alla Spezia. Tutti quanti hanno occupato massaggiatrici orientali in nero e a tutti quanti è stata sospesa l’attività in attesa della regolarizzazione e del pagamento della multa.
Eterogenee e fantasiose le storie che riguardano tale indagine.
In un caso, addirittura, è stato tentato di impedire l’ingresso ai carabinieri proclamando lo svolgimento di una funzione religiosa.
In una stanzetta a luci rosse è stato trovato un 45enne di Mulazzo insieme a una giovane orientale con capelli rossi che lo massaggiava. Il “rito” era costato 45 euro.
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