Il Tirreno

il caso

Figli degli immigrati, è scontro

Musetti: «Provvedimento ideologico». L’Arci: «Bene così»

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CARRARA. Botta e risposta, a distanza, tra Gianni Musetti, del Movimento per Alleanza Nazionale e il presidente di Arci Massa-Carrara Umberto Moisè: oggetto del contendere, com’era prevedibile, il provvedimento approvato dal consiglio comunale, su proposta del Comitato 366 Umanità Itinerante, per il conferimento della cittadinanza onoraria ai figli degli immigrati nati e residenti in città. Per altro, l’ordine del giorno ha una natura puramente simbolica visto che le amministrazioni comunali non hanno autorità in materia. Un provvedimento che non è piaciuto a Gianni Musetti, del Movimento per Alleanza Nazionale, che parla di una «proposta dagli evidenti contorni demagogici» , «privo di qualsivoglia fondamento giuridico e intriso di ideologia politica», e che rischia di innescare un «caos normativo e burocratico». Secondo l’esponente di An, infatti «per conferire la cittadinanza onoraria è necessario che il consiglio comunale ne approvi l'attribuzione» con pesanti ricadute sulle casse comunali visto che – attacca Musetti - ogni riunione dell’assise «costa migliaia di euro». Secca la replica di Umberto Moisè, presidente dell’Arci di Massa-Carrara, che ha portato la proposta all’attenzione del consiglio comunale a nome del Comitato 366: «E’ Musetti che fa della demagogia non noi. Speravamo che la nostra proposta fosse approvata, così è stato, siamo soddisfatti. Adesso auspichiamo iniziative pubbliche per dare risalto al provvedimento che purtroppo ha solo un valore simbolico ma quanto meno – ha concluso il presidente di Arici - serve a ribadire che Carrara è davvero una città accogliente». (c.ch.)

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