Il dolore
Massa chiede aiuto a Carrara per il regolamento degli agri
MASSA. Cave e ambiente. Un difficile matrimonio, a cui l’amministrazione comuna le ha deciso di mettere mano cercando di varare un regolamento degli agri marmiferi. Un percorso complesso collegato...
MASSA. Cave e ambiente. Un difficile matrimonio, a cui l’amministrazione comuna le ha deciso di mettere mano cercando di varare un regolamento degli agri marmiferi. Un percorso complesso collegato alla legge mineraria della Regione, in work in progress, che si sta facendo attendere. Nel frattempo l’amministrazionee massese ha deciso di confrontarsi con quella di Carrara che si è già dotata nel tempo di due regolamenti degli agri
«Il nostro sistema di concessioni – spiega il presidente della commissione ambiente Nicola Cavazzuti (Rifondazione) – fa riferimento a una legge estense del 1846. Il regolamento è un percorso nuovo e per questo abbiamo deciso di iniziare un percorso condiviso con i comuni vicini». Giovedì scorso si è tenuta la prima commissione congiunta fra ambiente di Massa e marmo di Carrara, a cui ha partecipato anche il vicesindaco carrarese Andrea Vannucci, che ha assicurato: «La Regione a breve presenterà il nuovo piano estrattivo. Intanto però noi, comuni apuani, dobbiamo avere le idee chiare sulle richieste che vogliamo portare a Firenze e dobbiamo essere uniti per essere forti».
L’intervento della Regione nasce dalla discussione sui beni estimati a Carrara e dall’esigenza quindi di definire una volta per tutte chi è il proprietario delle cave, se il pubblico o il privato. «Se riusciamo a dimostrare che tutte le cave sono di proprietà comunale – commenta Vannucci – cambia tutto, per Carrara, e molto anche per Massa. In questo modo il marmo potrà diventare realmente una risorsa per il territorio e non in mano agli industriali». A Massa, c’è anche il probleme che, se le cave cave sono certo meno che a i Carrara,, esse sono in gran parte all’interno del Parco delle Apuane. “Su questo fronte – spiega Cavazzuti – la linea della maggioranzae è di rispettare le norme del parco».(m.c.)
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