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Comunione di Vinca, l’Associazione insiste nel cercare altri eredi
Sono 66 gli “stipiti” di partenza definiti in un atto del 1787 «Ma la Walton non può avere il 34% delle quote»
VINCA. Non è rimasto inascoltato l’appello lanciato due settimane fa dalla "Associazione volontaria per la tutela dei beni e dei diritti degli appartenenti alla Comunione dei beni sociali di Vinca", l’associazione costituita nell'ottobre del 2012 da eredi legittimi di quei primi 66 cespiti, o stipiti familiari che nel lontano 1787 davanti al notaio Securani sottoscrissero i patti sociali "pel godimento dei beni di Vinca". Il presidente Fabrizio Colonnata e i consiglieri (Evaristo Battaglia, Giovanna Ferrari, Marco Marchi, Francesco Marchi, Inelido Battaglia, Gaspero Buonaguidi), ma anche la decana Annunziata Borzani, hanno chiesto pubblicamente di farsi avanti alle centinaia di eredi di quei 66 capifamiglia iniziali, che causa emigrazione o per altri motivi, non sanno neppure di avere diritto di partecipare alla Comunione dei beni sociali (e quindi alla divisione degli utili derivanti da quella Comunione, legati all'utilizzo delle cave del bacino del Sagro appartenenti alla Comunione stessa). E in effetti, diversi contatti ci sono stati, anche su internet l’articolo da noi pubblicato è stato molto “cliccato”, il tam-tam è partito ma l’Associazione sa bene che ci vorrà tempo per diffondere bene anche all’estero il messaggio. «Le ricerche sull’eventuale diritto ad essere parte della Comunione saranno fatte in modo gratuito», puntualizza a nome del consiglio il presidente Fabrizio Colonnata, il cui numero di telefono è 0585-949382.
Nel precedente articolo, abbiamo visto che - come riferì Annunziata Borzani, 92 anni ottimamente portati - «In paese, in passato forse non c'è mai stata vera coscienza e consapevolezza di cosa fosse la Comunione dei beni sociali e di quali fossero i diritti dei paesani. Noi abbiamo sempre preso per oro colato quello che ci è stato detto dalla Walton, e cioè che aveva un terzo delle quote, e abbiamo sempre ricevuto quanto ci veniva consegnato senza alcun tipo di approfondimento».
Ora però c’è questa nuova sensibilità in paese, e la volontà è di ripercorrere dall’inizio la storia; a partire dal rogito del’8 ottobre 1787, con il quale davanti al Notaio Securani, Lorenzo Beggia - che inizialmente era l’intestatario dei beni - associò tutti gli altri 65 “stipiti”.
Lo sfruttamento delle cave. L’Associazione ricorda altri passaggi chiave: nell’800 iniziò lo sfruttamento delle cave del bacino del Sagro nel comune di Fivizzano, e con atto del 2 giugno 1884 (rogito Furia) i vinchesi concessero un affitto di 80 anni alla “Cassa di Sovvenzioni per le Imprese di Genova”. Un momento chiave nella storia della Comunione è il 1896, quando la Cassa di Sovvenzioni di Genova cede i diritti (e quindi il contratto di affitto) alla società Walton e nipote John Gooddy. Appare quindi sulla scena vinchese la Walton, che con atto Attuoni del 1900 assume la denominazione Walton Gooddy Cripps Ltd di Londra (con sede a Carrara).
Il ruolo della Walton e le acquisizioni del “sottosuolo”. L’escavazione assume connotati sempre più industriali, nei momenti d’oro arrivano ad essere fino a duemila i cavatori. La Walton porta lavoro e fa profitti, e fra il 1909 e il 1929 - ricostruisce l’Associazione - acquista uno dopo l’altri dagli aventi diritto, cioè i 66 stipiti - varie quote dei beni complessivi; si limita però all’acquisto del “sottosuolo” - sottolineano i rappresentanti dell’Associazione - perché i cedenti si riservano i diritti del soprasuolo. Una distinzione importante, spiegano i consiglieri dell’Associazione perché vi sono pronunciamenti secondo i quali soprasuolo e sottosuolo pesano ciascuno per il 50 per cento. In sostanza - ed è qui il nocciolo - con le acquisizioni proseguite dal 1909 alla crisi del 1929, la Walton nella ipotesi più favorevole avrebbe il 20 per cento delle quote, considerando invece in modo analitico le quote parti del soprasuolo rimaste in capo ai vinchesi, scendere a poco più del 14%. «Ma la Walton non può comunque avere il 34 per cento che rivendica», spiegano dall’Associazione.
Ma l’obiettivo di questa campagna di informazione, ribadiscono, non è quello di sovrapporsi ai tribunali e ai consulenti tecnici (sono in corso ben tre perizie), che stanno definendo le quote della Walton e quindi il suo ruolo all’interno dell’assemblea (e di conseguenza, la legittimità della divisione degli utili). «Noi puntiamo a trovare quanti più eredi possibili, informarli e da qui sensibilizzarli sui loro diritti».
I 66 “stipiti” di partenza. Ripetiamo adesso i 66 stipiti iniziali (65 oltre a Lorenzo fu Pellegrino Beggia), atto Securani del 1787 . Questo l'elenco. 1) Pasquino fu Antonio Morani; 2) Pasquino fu Giovanni Colonnata assente, e per esso accettante, promettente Domenico Colonnata; 3) Francesco fu Enea Mattei; 4) Pasquino fu Giovanni Bussa; 5) Andrea fu Pellegrino Cesari assente, e per esso accettante, stipulante e promettente Domenico Ferrari; 6) Pietro fu Domenico Pezzanera; 7) Angelo fu Luca Benelli; 8) Pellegrino fu Bartolomeo Colonna; 9) Antonio fu Pietro Boni assente e per esso accettante, stipulante e promittente Domenico Boni figlio; 10) Bernardo fu Pietro Radichio; 11) Carlo di Domenico Battaglia; 12) Domenico fu Lorenzo Orlandini; 13) Davide fu Pietro Radichio; 14) Domenico fu Andrea Venturi; 15) Angelo fu Carlo Beggia; 16) Giuseppe fu Domenico Federici; 17) Antonio fu Domenico Giuntoni; 18) Domenico fu Battista Mattei; 19) Giovanni Caramanti; 20) Pietro fu Domenico Papa; 21) Carlo di fu Pietro Battaglia; 22) Andrea fu Simone Mariani; 23) Filippo fu Angelo Giuntoni; 24) Domenico di Giovanni Federici; 25) Giovanni fu Domenico Federici; 26) Domenico fu Andrea Ferrari; 27) Angelo Antonio fu Pietro Benelli; 28) Francesco fu Domenico Pezzanera; 29) Lorenzo fu Antonio Giananti; 30) Giovanni Antonio fu Filippo Mastorchi; 31) Andrea fu Domenico Quartieri; 32) Domenico fu Pellegrini Federici; 33) Domenico fu Giuseppe Spagnola; 34) Giovanni Antonio fu Domenico Merano; 35) Giovanni Pietro fu Battista Mattei; 36) Pietro di Matteo Borghini; 37) Francesco fu Andrea Papa; 38) Domenico fu Francesco Bergani; 39) Giovanni Domenico Giuntoni; 40) Carlo Andrea fu Giovanni Tosi; 41) Lorenzo fu Agostino Morana; 42) Andrea fu Pasquino Quartieri; 43) Angelo di Paolo Pinelli; 44) Antonio fu Simone Mariani; 45) Lorenzo fu Antonio Morana; 46) Giovanni Cattana; 47) Domenico Ferrari Gualtieri; 48) Andrea fu Clemente Pelli assente e per esso accettante, promettente e stipulante Giovanni Domenico Mastorchi; 49) Pietro fu Giovanni Lunardo assente, e per esso accettante stipulante e promettente Lorenzo Beggia; 50) Giovanni Andrea Fantelli; 51) Giovanni Battista fu Giovanni Tosi; 52) Pietro fu Simone Borghieri; 53) Andrea fu Pellegrino Ferrari assente e per esso accettante, promettente e stipulante Domenico Ferrari; 54) Giovanni Domenico Bussa e per esso accettante, stipulante e promettente Antonio Giuntoni procuratore; 55) Simone fu Giovanni Giannetti assente e per esso accettante, promittente e stipulante Lorenzo Giananti; 56) Pascasio fu Angelo Mattei assente, e per esso accettante, promettente e stipulante Domenico Mattei; 57) Andrea fu Pietro Giananti assente e per esso accettante, promettente e stipulante Lorenzo Giananti; 58) Lorenzo fu Domenico Giuntoni; 59) Domenico fu Francesco Radichio; 60) Lorenzo fu Giuseppe Battaglia; 61) Domenico di Francesco Achilli; 62) Lorenzo fu Bertolo e Donna Filippa Giuntoni ambedue assenti, e per loro e loro eredi accettante, promettente e stipulante Domenico Achilli; 63) Giuseppe Battaglia; 64) Andrea Pinelli; 65) Andrea Giananti assente e per esso accettante Domenico Radichio. (m.b.)
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