Il Tirreno

Rapina in gioielleria uomo ferito alla testa

Colpo fallito da Golden Art, uno dei malviventi bloccato da un pompiere dopo una breve fuga. L’altro, vestito da postino, è scappato in scooter

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MASSA. Mezzogiorno di paura, di sangue e piccoli-grandi eroismi ieri nel centro città per un tentativo di rapina alla gioielleria Golden Art nella piazzetta Bertagnini. Il bilancio del colpo mancato è il seguente: un uomo, Dante Roncaglia, 65 anni, residente a Camaiore, è finito all’ospedale colpito alla fronte con il calcio di una pistola da uno dei rapinatori. Uno dei rapinatori è stato arrestato poco dopo il mancato colpo, grazie all’intervento di un vigile del fuoco e di una impiegata del comando Vvff; l’altro è, invece, riuscito a fuggire in sella a uno scooter. Dalla gioielleria non è stato portato via nulla; le condizioni dell’uomo ferito non sono gravi.

Un episodio drammatico e allarmante, perchè di rado si sono registrate rapine in pieno giorno e in pieno centro come quella di ieri.

Tutto comincia pochi minuti dopo le 12. Un giovane ben vestito e dai modi gentili – così racconta la titolare Sheila Piconcelli – entra nella gioielleria e chiede di vedere alcuni oggetti, “per fare un regalo a un’amica”, dice. Poco dopo, lo segue un altro giovane, in divisa da postino – o perlomeno con un giaccone e una borsa tracolla simili a quelli di un portalettere – casco in testa, sciarpa sul volto. “Ho una raccomandata da consegnare”, dice avvicinandosi a Jenny Piconcelli, sorella della titolare, che in quel momento sta mettendo a posto uno scaffale. Ma invece della lettera estrae una pistola e la punta alla testa di Jenny. L’altro, quello vestito bene e gentile, con una manata rovescia il plateau di ori che Sheila gli stava mostrando e oltrepassa il bancone. I due malviventi afferrano le ragazze e cercano di trascinarle nel retrobottega. Loro gridano, fanno resistenza. “Vi prego non fateci del male, non portateci via niente, non siamo assicurate”, supplicano mentre cercano disperatamente di attrarre l’attenzione all’esterno. Nessuno, tuttavia, sembra accorgersi di niente. Neanche Angela Guglielmi, la madre delle due gioielliere, e Dante Bertagnini, il suo compagno, che entrano nella gioielleria, ignari di quanto sta accadendo. È l’imponderabile che fa fallire la rapina.

I due malviventi per un attimo non sanno più che fare. Il signor Dante realizza che qualcosa non va, cerca disarmare il “postino”; quello reagisce, ne nasce una breve colluttazione, l’uomo viene colpito alla testa con il calcio della pistola e finisce a terra, svenuto e sanguinante. I rapinatori sono a quel punto nel pallone. “Presto scappiamo” sembra che dica uno di loro. Nel frattempo, però, la porta automatica si è chiusa, Per aprirla occorre premere un pulsante che sta dietro il bancone. Sono attimi concitatissimi; poi una delle ragazze apre, i due si catapultano fuori. Senza aver preso neanche un orecchino.

Con coraggio le due gioielliere si gettano all’inseguimento, “I ladri, i ladri”, gridano. Nella piazzetta e nella vicina via Bastione in tanti si affacciano allarmati dai negozi. Jenny rincorre quello a piedi fino in via Crispi; Sheila poco dopo torna in gioielleria a curare il signor Dante a terra insanguinato . Il rapinatore-postino inforca uno scooter bianco, uno Scarabeo 50 lasciato di fronte al negozio di Intimissimi e parte a tutta velocità verso il teatro Guglielmi. L’altro scappa a piedi, nella direzione opposta, verso il mercato ortofrutticolo.

La sua fuga è breve. Arrivato in via Crispi, a due passi dalla caserma della Guardia di Finanza viene bloccato da un pompiere, Francesco Della Tommasina, che sta passando di lì per caso, assieme a una impiegata del comando dei pompieri. Arrivano anche i finanzieri che ammanettano il giovane e lo portano in caserma. Si chiama Fabrizio Alfano, ha 28 anni, arriva da Palermo. “È lui, non ci sono dubbi”, confermeranno le sue vittime e altri testimoni chiamati nella caserma delle Fiamme gialle al riconoscimento di questo giovanotto dall’aria “normale”, i capelli tagliati alla moda. gli occhiali da vista e l’aspetto del bravo ragazzo.

Nel frattempo, Dante Roncaglia viene portato in ambulanza al pronto soccorso. Ha una ferita in fronte che richiede diversi punti di sutura. Niente di grave, a parte lo spavento e il dolore.

Nella gioielleria rimangono gli agenti della Scientifica per i rilievi, una macchia di sangue coperta da uno scottex. Sul soppalco c’è una telecamera rivolta verso ingresso. Non funzionava, però, e non è neanche servita da deterrente. Sul posto, una folla di forse dell’ordine: polizia, carabinieri, guardia di finanza. A condurre le indagini, gli uomini della squadra mobile (questura) che hanno interrogato a lungo Alfano e sono alla ricerca del complice fuggito in scooter. L’impressione è che per il falso postino ci siano scarse possibilità di farla franca.

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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