Il Tirreno

«Mia figlia mi disse: papà si fa toccare»

«Mia figlia mi disse: papà si fa toccare»

Testimonianza choc della madre di una ragazzina che accusa il padre di violenza: a 5 anni disegnava sempre uomini nudi

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CARRARA. «Mia figlia mi aveva confidato che il padre si faceva toccare, nelle parti intime. La notte si svegliava piangendo: faceva sogni strani, terribili, in cui stava facendo un rapporto orale al padre».

Una testimonianza choc. Quella della madre di una ragazzina, che adesso ha 19 anni. E che ha ripercorso la vicenda, dolorosa, di presunte molestie, che avrebbe subito da parte del padre, quando era ancora una bambina. A soli cinque anni d’età.

«Mi chiamò la psicologa dalla scuola - ha detto la madre nel corso della sua drammatica testimonianza ieri in tribunale a Massa in un’udienza che, per la delicatezza del caso, e poichè riguarda quella che all’epoca dei fatti era minorenne, si è svolta a porte chiuse- mi disse che mia figlia disegnava sempre un uomo nudo. O le parti intime maschili».

Una storia dolorosa, iniziata nei primi mesi del 2000: all'epoca la madre e la nonna della bambina accusarono l'uomo, ora a processo, di molestie sessuali nei confronti della figlia.

Il pm di allora, Roberto Bufo chiese la custodia in carcere ma il gip Sgambati concesse solamente la misura interdittiva della sospensione della patria potestà con divieto assoluto di frequentare la figlia. Dopo l'interrogatorio (nell'ottobre del 2000) nel giugno del 2001 il fatto venne archiviato. Per essere però riaperto due anni fa quando la ragazzina, allora 17enne, raccontò tutto all’assistente sociale. Le confidò che il padre aveva abusato di lei. Una ferita riaperta, dopo anni di silenzio. Per lei era stato predisposto fin da subito un percorso psicoterapeutico per aiutarla a superare quello che, al di là dell'esito giudiziario, era stato un momento particolarmente difficile: ma nulla, dalla bambina, poi adolescente nemmeno una parola.

Fino al 2010 quando arrivò alla Procura una comunicazione della neuropsichiatria infantile: la ragazza aveva raccontato i particolari di una vicenda dolorosa. Accusando il padre di averla costretta a subire e compiere atti sessuali, in più occasioni.

Partirono le indagini e nella casa del padre vennero trovate alcune foto di minori che erano nell'abitazione all'epoca dei fatti ma sulle quali non sarebbe stata posta, allora, particolare attenzione.

Il fascicolo giudiziario è stato riaperto e la Procura ha deciso di fare chiarezza sulla vicenda. La titolare dell’indagine ora è la dottoressa Alessandra Conforti (il fascicolo venne riaperto dal pm Federico Manotti).

Il padre di quella che adesso è una ragazza di 19 anni, venne rinviato a giudizio: adesso è sotto processo per violenza sessuale (art.609 c.p.p.) ed è assistito dall’avvocato Adriano Martini. La figlia e la madre sono assistite dall’avvocato Franco Perfetti.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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