Sicurezza
Maschere e non solo: nel cuore di Avenza il Carneval profano
Show di sputafuoco, giocolieri, artisti e musicanti di strada L’appuntamento è per il primo marzo nel cuore del paese
AVENZA. Il Centro Commerciale Naturale di Avenza raddoppia.
Dopo il successo della festa medievale dello scorso luglio (Avenza Medievale “Vicus Ignobilis”), i commercianti avenzini rilanciano quest’anno, non solo mantenendo l’appuntamento ormai tradizionale estivo, ma prevedendone un altro per la stagione invernale. Nasce così il Carneval Profano, un’iniziativa mirante ad insistere sulle radici medievali della frazione carrarese ed a valorizzarne l’identità specifica. Con un costo complessivo di circa sei-settemila euro, la festa si svolgerà sabato primomarzo, dalle 15 fino a mezzanotte. Un evento importante che si rivolgendo ad un pubblico variegato, dai bambini fino agli adulti e che si pone l’obiettivo di portare ad Avenza tanta gente, tutta quella che ha voglia di un Carnevale davvero diverso.
Intanto, riconfermato all’unanimità alla presidenza del Ccn “Avenza Vetrine sulla via Francigena”, Giuliano Torre ha auspicato una replica del successo della festa medievale, con cui il nuovo evento si intona.
«È prevista una lunga rassegna di eventi ed intrattenimenti dall’inizio di via Giovan Pietro fino al termine di via Gino Menconi - ha spiegato - “circa 2 km di percorso per raccogliere un afflusso quanto più consistente – speriamo - possibile». Oltre al tipico mercatino di Carnevale, con coriandoli e simili, vi saranno intrattenitori, figuranti, giocolieri, artisti, musicanti e persino sputafuoco. A descriverne con maggiore dovizia di particolari, gli intenti culturali è stato Sascia Biggi dell’Associazione volontaria “Tavola Rotonda”. «L’idea è stata di riprendere la tradizione dei Carnevali lunigianensi del passato per dargli anche una sostanza di maggior respiro, richiamandone gli aspetti fantastici, con fauni, ninfe e creature mitiche della natura». Ancora da definire alcuni particolari, come la natura del concerto da tenersi in conclusione di manifestazione – se “statico” o “dinamico” – e l’esposizione di un feticcio da bruciare alla fine dell’evento, come nel film “The Wicker Man” (1973). Un richiamo più che pertinente per una festa, la quale aspira a ricordare il singolare – e forse unico – intreccio generatosi nelle montagne apuane, nei primi secoli dopo Cristo. Una saldatura originale fra paganesimo e cristianesimo, dove la ritualità e l’immaginario precristiano si sono conservati anche nelle strutture della Chiesa cattolica e delle sue ricorrenze. L’appuntamento è, dunque, per il Carneval Profano, dove fantasy, rievocazione e folklore si mescolano insieme.
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