Il Tirreno

«Abbiamo paura in questa piazzetta non c’è sicurezza»

«Abbiamo paura in questa piazzetta non c’è sicurezza»

Malumore tra i commercianti della zona di via Bastione che raccontano di “strane visite” nei loro negozi

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MASSA. «C’era da aspettarselo, questa città non è più sicura e noi abbiamo paura». C’è preoccupazione tra i commercianti di via Bastione e di piazzetta Bertagnini. La rapina a mano armata nella gioielleria “Golden Art” riaccende timori appena sopiti, rilancia l’allarme sicurezza, mette alla prova il sistema nervoso di una città già segnata episodi violenti e tragici. Sono trascorsi un mese preciso dal duplice omicidio di Natale, trentatré giorni dall’accoltellamento al Baraonda e sei mesi dall’omicidio-suicidio a Marina di Massa. Se è vero quindi che, normalmente, la percezione del pericolo e il tasso di criminalità reale in una città spesso non coincidono, è anche vero che, adesso, i due livelli, nel territorio, si stanno lentamente allineando facendo capire che il disagio sociale sia “vero” e non confinabile alle zone di periferia.

I racconti di chi era lì, ieri, adesso si accavallano come sfoghi di paura. «Ho sentito urlare al ladro e mi sono affacciata – racconta Claudia Marchetti, responsabile del negozio “Intimissimi”, a due passi da Golden Art (il rapinatore postino ha lasciato lo scooter proprio di fronte al negozio – e quando ho visto il ragazzo vestito da postino pensavo che stesse inseguendo il ladro. Solo dopo ho capito che era lui il rapinatore».

«Non mi sono accorta che era in corso una rapina – racconta Michela Caricato di Stefanel, anch’esso vicinissimo alla gioielleria – stavo servendo alcuni clienti e la porta era chiusa. Ma poi ho sentito urlare e ho visto il ladro scappare e la ragazza della gioielleria che lo inseguiva gridando “fermatelo”, poi è salito sullo scooter ed è scappato. C’era da aspettarselo – aggiunge – nella piazzetta non ci sono telecamere, non ci sono controlli. Questa zona non è più sicura».

«L’altro giorno sono entrati due uomini in negozio – ricorda Mary Lorieri Palmieri, responsabile di “Blue Kids” – e giravano nel negozio con circospezione. Poi ho sentito che hanno aperto la porta del ripostiglio e la mia collega si è avvicinata per chiedergli se avevano bisogno di qualcosa e se ne sono andati. C’è molta criminalità in giro. Non possiamo stare più sicuri».

Il meccanismo della paura è tipico: accade un fatto un violento “sotto casa” e il pericolo incomincia a essere percepito ovunque. «Entrano spesso in negozio persone strane – incalza Claudia Marchetti – anche qualche giorno fa è entrato un ragazzo incappucciato. Guardava la merce esposta, non ha comprato nulla. Mi è sembrato strano che stesse nel negozio con il cappuccio in testa. Noi abbiamo paura a uscire la sera».

Melania Carnevali

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