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il dissesto

Uno sponsor per la lotta alle frane

Uno sponsor per la lotta alle frane

Idea, interventi pagati dalle imprese del marmo. Rc: un controsenso

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MASSA. Si fa strada l'ipotesi di una sponsorizzazione da parte degli industriali del marmo dei lavori di messa in sicurezza dei punti critici di Casette, che richiedono interventi importanti e di somma urgenza. Ieri mattina, infatti, mentre il primo cittadino era a batter cassa in Regione, negli uffici comunali, il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, Uilian Berti, si stava confrontando con i concessionari delle cave per chiedere quindi una compartecipazione alla spesa. Proposta che sembra essere accetta dagli industriali e che dovrà essere messa ora nero su bianco in un secondo incontro che si terrà settimana prossima.

Ma la formula della sponsorizzazione non piace al consigliere comunale di Rifondazione comunista e presidente della commissione ambiente, Nicola Cavazzuti, che già durante l'ultimo consiglio aveva puntato il dito contro le attività di escavazione del marmo come causa delle frane. Per il passaggio di mezzi pesanti nelle strade di montagne – in un territorio estremamente fragile – ma non solo. Cavazzuti parla di “incapacità dei canali naturali di ricevere le acque meteoriche a causa della presenza di rifiuti e sedimenti lapidei”, citando i risultati di un sopralluogo di Arpat effettuato a Casette e Caglieglia – non a caso i luoghi delle frane - il 16 ottobre scorso e notificato anche agli uffici comunali. «È un controsenso – spiega il consigliere – che siano i concessionari a sponsorizzare i lavori di messa in sicurezza, quando sono loro stessi a non rispettare le regole e a causare frane e smottamenti. Per fare un esempio, nella strada provinciale per Antona c’è un divieto di circolazione per gli autocarri che superano le 3,5tonnellate di portata che regolarmente non viene rispettato. I camion passano indisturbati senza nemmeno passare dalla pesa. Hanno foprse un’autorizzazione in deroga?» Già in passato «è stata utilizzata questa formula per un altro tratto stradale – commenta Cavazzuti – ma non mi sembra sia andata a buon fine». Il riferimento è al tratto stradale di via Rocchetta a monte dell'acquedotto, dove nel 2012 si verificarono degli smottamenti e dissesti. Dapprima con determina 2426 del 26 giugno vennero introdotte limitazioni alla circolazione ai mezzi pesanti, limitazioni che, tra l'altro, stando alle dichiarazioni dei residenti di Fornello, sopra l'acquedotto, non venivano rispettate. In seguito, con determina dell'ottobre dello stesso anno, vennero affidati i lavori con contratto di sponsorizzazione alla società Escavazione Marmi Sem Spa, che ha proceduto quindi con l'imbrigliatura delle pareti con reti di ferro. Oggi, però, a distanza di più di un anno, in quel tratto di strada vige ancora il divieto di transito agli autocarri». L'ingegner Fernando Della Pina, tuttavia, dal canto suo, garantisce che i lavori sono stati effettuati a norma e che quella strada aspetta solo di essere collaudata.

Melania Carnevali

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