Il Tirreno

Ricatto? No, una trappola L’operaio: sono io la vittima

Ricatto? No, una trappola L’operaio: sono io la vittima

La versione del 45enne accusato di avere filmato e poi estorto soldi all’ex amante «Volevo lasciarla e lei si è vendicata raccontando una storia falsa ai carabinieri»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA - “Non ho ricattato nessuno, è lei che mi ha teso una trappola e ha architettato questa incredibile messa in scena”. Si difende l’operaio napoletano finito in carcere (ma solo per un giorno: è già tornato in libertà ed è tornato a Napoli) accusato di avere filmato l’amante e di averla ricattata quando la relazione si è rotta. No, la storia è tutta un’altra, giura il 45enne, e in essa i ruoli sono invertiti: lui è la vittima, lei l’autrice di una temeraria e calunniosa vendetta messa in piedi. Perchè la verità – giura l’operaio – è che lui (e non lei) voleva lasciarla.

Riepiloghiamo. La relazione fra i due, il napoletano e la casalinga massese – quarantenne, sposata e con una figlia – nasce sui social network: i due si scrivono, si piacciono, si scambiano foto. Poi, decidono di vedersi, di trasformare l’amicizia virtuale in un rapporto reale. Quando scocca la scintilla, si superano tutti gli ostacoli: la circostanza che lei abbia famiglia, ad esempio; e anche i quasi 600 chilometri che separano Napoli da Massa. Ma l’operaio ha una qualche difficoltà economica ad affrontare il viaggio. E allora – e qui la versione raccontata da “lui” comincia a divergere da quella di “lei” – la donna prende l’iniziativa. Invita l’uomo a salire in Toscana offrendosi di pagare trasferta e soggiorno in albergo, a Marina. I sue si incontrano, diventano amanti, si rivedono, sempre nella camera d’albergo di Marina e sempre, stando all’operaio, a spese della casalinga.

La relazione, tuttavia non dura. La donna dice di essere stata lei a decidere di troncare la liason. E che lui, per ripicca, ha deciso di ricattarla. L’operaio, cioè – secondo la versione della donna – “chiede il conto”: mille euro per togliere il disturbo. Altrimenti, minaccia, ci sono quei filmini a luci rosse dei nostri incontri che potrebbero finire nella mani sbagliate... La casalinga, sulle prime, accetta di pagare e versa una parte dei soldi che le vengono chiesti. Poi, cambia idea, decide di incastrarlo e si rivolge ai carabinieri.

All’ultimo incontro, in un bar del centro cittadino, l’operaio allunga la mano per ricevere dalla ormai ex amante la busta con gli ultimi soldi. A quel punto intervengono i carabinieri che lo mettono in manette.

Tutta diversa la versione del 45enne napoletano. Sono stato io – racconta in sostanza all’avvocato Lara Balderi che lo assiste – a troncare la relazione. E lei, per vendetta, mia fatto questa trappola, raccontando ai carabinieri un inesistente ricatto da parte mia. Era sempre stata lei, in ogni occasione a farsi avanti per pagare il viaggio, senza che io gli avessi mai chiesto nulla. E anche all’ultimo appuntamento, è andata così... L’uomo non nega di avere sul suo tablet immagini e filmati che ritraggono la coppia clandestina e ammette di averli mostrati, in quel maledetto incontro al bar (che si è svolto sotto gli occhi vigili dei carabinieri), alla ex amante. Ma non aveva alcuna intenzione di utilizzarli per un ricatto. Quella dell’estorsione è tutta una invenzione, un diabolico piano per metterlo nei guai alimentato dalla voglia di vendetta della “sedotta e abbandonata”.

Nei guai, in effetti, l’uomo ci è finito, anche se adesso è tornato in libertà su istanza della sua avvocatessa.

Il caso, tuttavia non è chiuso: la vicenda che sembra una sceneggiatura da telenovela, finirà in un’aula di tribunale, quando la pm Alessandra Conforti avrà concluso le indagini.

Claudio Figaia

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa