Il dolore
Mense scolastiche, a breve il nuovo bando
E la commissione istruzione chiede qualità del servizio e tutela dei 50 posti di lavoro
MASSA. Sono circa 3mila: non mangiano a casa, ma durante la settimana pranzano a scuola o all’asilo. Per loro e per le loro famiglie il tema mensa è particolarmente sentito.
L’argomento è all’ordine del giorno perché il bando di assegnazione del servizio scade ad aprile, in pieno anno scolastico. Per evitare disagi, però, l’amministrazione l’ha prorogato fino a giugno, quando le scuole chiudono i battenti. Ma la commissione consiliare istruzione si porta avanti, ascolta mamme e papà, gestori del servizio e lavoratori. E fa il punto, mette nero su bianco le richieste e fissa i punti fermi.
Ad esporli, a nome dell’intera commissione, è Stefano Alberti (Pd) che la presiede. Il tema, infatti, ha visto maggioranza e opposizione muoversi compatte «a garanzia, sia della qualità del servizio, sia dei posti di lavoro». Perchè mensa significa pasti caldi per i piccoli alunni e stipendio - più o meno alto - per una cinquantina di lavoratrici.
«Non sono ammesse altre proroghe - è l’esordio di Alberti - ad anno scolastico terminato deve essere definito il nuovo bando per l’assegnazione. E il punto saliente deve essere - su questo la commissione è unita - la garanzia del servizio decentrato». Che detto in parole semplici significa 23 cucine, ciascuna all’interno di un istituto scolastico. Su un totale di 3mila pasti al giorno, infatti - almeno stando ai dati della commissione - solo 450 sono veicolati (cucinati in luogo diverso dalla scuola).
Attenzione focalizzata anche sulle dipendenti: «Sono 50, alcune, però, si vedono assegnate poche ore e faticano a racimolare uno stipendio dignitoso. Proponiamo - conclude il presidente Stefano Alberti - che chiunque vinca il bando (adesso il servizio è assegnato a Cir, B&B e Cooplat) garantisca i posti di lavoro».
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