Attenzione
«Daremo un’area ai camperisti»
Lo promette l’assessore Vannucci. E Libero Cesari dell’Acti ai politici: abbiamo bisogno di spazi attrezzati, sicuri e vigilati
CARRARA. Il popolo dei camperisti ha cominciato a muoversi ieri nel complesso espositivo di Carrarafiere dove si è aperta la dodicesima rassegna Toui.it, il salone del turismo itinerante all’aria aperta. 107 espositori su 16mila metri quadrati, veicoli e accessori per chi va in vacanza sulle “case” a quattro ruote. Veicoli di ultima generazione, con camere, salottini, e molti comfort. Prezzi interessanti, tra i 40mila e gli 80mila euro di media. Ma ovviamente ogni”pezzo “esposto” ha la sua storia e il suo valore.
Ma, mentre i visitatori (alcuni solo curiosi, ma molti già esperti e appassionati camperisti), girano fra gli stand, i turisti itineranti, e chi li rappresenta, sollevano problemi pratici sui territori. Il primo fra tutti, sembra essere la scarsità generalizzata in Italia, di aree attrezzate, i camper service, che abbiano non solo il punto di scarico della acque, ma anche altri servizi fra cui il guardianaggio. Perché la filosofia del camperista è quella di viaggiare, arrivare a una meta, lasciare il mezzo parcheggio in un luogo sicuro e attrezzato, prendere magari la bicicletta o andare a piedi per visitare i dintorni, le attrattive, i borghi, monti, mare, zone verdi.
«Il problema è politico» dice il vice presidente dell’Act Italia, l’associazione dei campeggiatori turistici, Libero Cesari. L’Act il cui presidente è Pasquale Zaffina, comprende 110 camper club in Italia, con 16mila iscritti (ma il popolo dei camperisti è ancora più ampio. Circa un milione sono i veicoli immatricolati in Italia. «Gli anziani camperisti – spiega Cesari – hanno cominciato con le tende, i campeggi e poi sono arrivati al camper. Hanno un profondo rispetto per la natura e gli abitanti dei luoghi che visitano. I giovani nuovi camperisti sono poco collegati ai club e devono sviluppare la conoscenza del turismo itinerante e i doveri. Ma per tutti i camperisti, c’è un problema comune: la scarsità di aree attrezzate (vorremmo pulizia, sorveglianza, sicurezza e un sorriso da chi le gestisce). Mancano in molti territori gli impianti per gli scarichi. I problemi aumentano in inverno e nelle stagioni “morte”: non troviamo niente di aperto. Anche le aree attrezzate che prima aprivano, ora sono chiuse. In estate, con le 3.000 aree di sosta in Italia, gli agriturismi, i campeggi, la situazione è meno problematica. Ma è importante dire che questo è un turismo non stop, che esiste 365 giorni all’anno».
«Sì, dovremo trovare un’area da attrezzare per i camper», commenta l’assessore all’urbanistica Andrea Vannucci che ieri ha tagliano il nastro inaugurale di Tour.it. A Carrara un’area specifica per camperisti non esiste, c’è solo un punto di scarico nella zona Lavello. «Un’ipotesi di area nel complesso Imm è stata scartata. In effetti l’area attrezzata non può essere isolata, ma collocata nel contesto urbano, vicino ai luoghi da visitare. La categoria ci chiede aree sulla fascia marina, ma vedremo. A chi sarà incaricato di redigere il nuovo regolamento urbanistico, indicherò questo obiettivo, cioè individuare un’area per i camper. Escludendo il Lavello. In effetti localmente siamo carenti. Ai camperisti dobbiamo offrire ospitalità e qualità affinché anche le aree di servizio siano anche per Carrara strumento di attrazione del flusso turistico. Ciò può aiutare il tessuto economico locale.
«In effetti, – osserva Cesari – stride un po’ questa mancanza di aree per i camperisti, in una Carrara, città di mare, che da dodici anni ospita la rassegna Tour.it dedicata proprio a questo comparto, che va gestito, e non respinto. Rappresentiamo il 2% dell’economia nazionale e nonostante la crisi, il settore è in espansione perché si basa su una scelta di vita».
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