Proteste
Accademia-Cav, compatti per il divorzio
Anche i docenti votano per rompere con Pietrasanta, Carrara farà da sola master in scultura e scenografia digitali
CARRARA. Dopo una lunga serie di tensioni e divergenze, l’Accademia di Belle Arti ha annunciato ufficialmente ieri il divorzio dal Centro Arti Visive di Pietrasanta. Il primo passo formale verso la rottura è stato sancito, mercoledì, dal collegio dei docenti: la goccia che ha fatto traboccare il vaso - così emerge - sarebbe stato il “muro” di Pietrasanta contro il conferimento della direzione Didattica del Cav a un docente nominato dall’istituzione carrarese. Insomma: Accademia di Belle Arti di Carrara e Centro Arti Visive di Pietrasanta hanno avviato le pratiche per il divorzio: il primo passo in questa direzione è arrivato mercoledì, nel corso del collegio dei docenti. Dei 60 insegnanti dell’Istituto, oltre 50 si sono espressi a favore della rottura, senza alcun voto contrario e con sole 6 astensioni: al vaglio dei docenti è stato sottoposto un documento netto, in cui si propone lo scioglimento del Centro Arti Visive (che però appare assai improbabile, visto dovrebbe essere avallato anche dal Comune di Pietrasanta e dagli artigiani versiliesi, gli altri soci del Cav) o il recesso dell’Accademia dalla partnership con il Cav stesso. Per ufficializzare il divorzio, servono ancora due passaggi: il via libera del consiglio accademico, convocato per il 30 gennaio, e quello del consiglio di amministrazione, che si riunirà il 31 gennaio. Nonostante si debbano attendere ancora questi due verdetti, la rottura può considerarsi comunque cosa fatta, anche e soprattutto alla luce del parere netto, espresso dai docenti. Secondo i rumors l’intransigenza di Pietrasanta sulla direzione didattica, sarebbe stata dettata soprattutto dagli artigiani (che insieme al comune di Pietrasanta e quello di Carrara sono, come detto, i “soci” fondatori del Cav), che hanno fatto naufragare il tentativo del sindaco di Carrara e di quello di Pietrasanta di fare passare una soluzione mediata, con l’assegnazione di due incarichi direzionali, uno per l’attività didattica a un docente indicato da Carrara, e uno per le iniziative artistiche, gradito ai soci di Pietrasanta.«La direzione didattica del Cav doveva essere di competenza dell’Accademia. Lo prevede la legge e lo prevedeva l’accordo di programma siglato nel 2010 alla vigilia dell’apertura del Cav, in cui personalmente avevo chiesto e ottenuto di formalizzare che la responsabilità didattica del Centro sarebbe stata dell’Accademia, e che eventuali master di scultura, si sarebbero tenuti a Carrara», ha spiegato il presidente dell’Accademia di Belle Arti Simone Caffaz, precisando di aver chiesto l’inserimento di questi due vincoli nello Statuto del Cav, cosa a cui però i soci di Pietrasanta si sono opposti. Nessun direttore può accettare che direttore di un master sia un artigiano o un docente esterno all’accademia, è stato umiliante andare a elemosinare quell’incarico» ha aggiunto, senza nascondere la sua indignazione, Lucilla Meloni, direttore dell’Accademia.
Le divergenze però non riguardano solo la direzione didattica: lo scorso anno a Pietrasanta sono partiti due master, uno in “Contraffazione delle opere d’arte” e uno in “Restauro dell’arte contemporanea”, che hanno registrato, ciascuno, 11 iscritti. «I master sono stati deludenti, l’dea di fondo era interessante, ma la risposta è stata esigua» ha commentato la direttrice Meloni, chiarendo che al di là della querelle “istituzionale”, chi ha frequentato quei corsi e, il prossimo aprile, concluderà il suo percorso, avrà comunque garantito l’attestato. Ma se il presidente e il direttore dell’Accademia si limitano a parlare di divergenze sulla direzione didattica e delusione per l’andamento dei master, il sospetto di molti, a Palazzo del Principe, è che i motivi del “divorzio” siano anche altri, a iniziare da un tentativo mal riuscito da parte di Pietrasanta di strappare a Carrara i corsi di scultura e di usare la collaborazione con l’Accademia in modo strumentale, solo per ottenere il riconoscimento del Ministero dell’Istruzione sui propri master. Sospetti che lasciano presagire un addio in stile “Guerra dei Roses”: «Chiederemo con forza la restituzione delle strutture acquistate dall’Accademia: si tratta di 23 mila euro di materiali e attrezzature, oltre all’intera biblioteca» ha dichiarato il presidente Caffaz, confermando il clima bellicoso tra i due istituti. Altrettanto “battagliera” la direttrice: «Cogliamo l’occasione per annunciare che qui a Carrara stiamo lavorando per avviare un master di scultura digitale e uno di scenografia digitale . Pietrasanta faccia i suoi master – ha attaccato Lucilla Meloni - l’operazione Cav Accademia non ha portato alcun vantaggio alla nostra e la fine di questo rapporto per noi rappresenta solo un passo in avanti».
Cinzia Chiappini
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