Il Tirreno

«Abbiamo i musei, ma di carraresi ce ne vanno pochi»

di Alessandra Vivoli
«Abbiamo i musei, ma di carraresi ce ne vanno pochi»

L’assessore Bernardini spara a zero: qui non è piaciuta neanche la Biennale, c’è resistenza all’arte contemporanea

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CARRARA. «Abbiamo due musei, quello del marmo e quello dell’arte contemporanea, su cui abbiamo creduto e investito molto. Ebbene i carraresi che vanno a visitarli non arrivano al 3% della media annuale che, per il museo del marmo vanta 10mila presenze».

Il j’accuse della Bernardini: ai carraresi non piacciono i musei e la Biennale. Nella giornata dedicata alla riflessione su “Arte e cultura come volano di sviluppo” (questo il titolo del report presentato alla Camera di commercio dall’Istituto studi e ricerche) l’assessore Giovanna Bernardini “tira le orecchie ai carraresi”.

«Io credo che si debba ripartire dalle scuole, abbiamo bisogno di una cultura civile: è inutile avere i musei se poi non vengono frequentati».

E l’assessore alla cultura si toglie anche un sassolino dalla scarpa, rispetto all’ultima Biennale.

«A Carrara non è piaciuta, a New York, a Londra e Parigi ci hanno dedicato pagine intere sulle riviste più prestigiose e trasmissioni televisive - ha messo in evidenza la Bernardini - Il fatto è che in questa città c’è una resistenza fortissima nei confronti della contemporaneità e questo ci sta danneggiando».

Al termine del suo intervento, infine, ha rivolto un messaggio preciso a Manuele Braghero, responsabile ufficio segreteria dell’assessore regionale alla Cultura Cristina Scaletti, che non ha potuto partecipare alla giornata di studio organizzata dall’Isr.

«Devo dare anche a voi una tirata di orecchie - ha detto la Bernardini - venite a vedere i nostri musei: ho inviato più volte l’assessore Scaletti, ci farebbe davvero piacere una sua visita».

L’intervento dell’assessore alla cultura Giovanna Bernardini, che ha citato, per l’impegno profuso nella realizzazione del museo di arte contemporanea anche il suo predecessore, Andrea Zanetti (presente in sala) è stato incentrato sull’arte sì, come volano di sviluppo, ma non di business “immediato”.

«Il prossimo anno riapriremo il cinema Garibaldi». «Non bisogna pensare subito a una ricaduta, ma credere nell’importanza di musei, scuole, biblioteche: questi sono gli strumenti che fanno crescere una città».

A margine dell’iniziativa alla Camera di Commercio l’assessore ha parlato anche del cinema Garibaldi che, oggi, non ha ancora rialzato il sipario.

«Il passaggio al digitale ci costerà parecchi soldi, circa 75mila euro - ha ribadito l’assessore Bernardini - per questo stiamo decidendo di fare un bando di gara. Posso sbilanciarmi: il prossimo anno il cinema Garibaldi dovrebbe ricominciare a funzionare».

E forse questa, nella giornata dedicata alla cultura, è stata la notizia più bella per una città che, proprio nell’ambito di cultura e dintorni, si trova a dover fare i conti con la mancanza di cinema e teatro anche se proprio la Bernardini ha precisato: «La stagione si sta svolgendo regolamento proprio alla sala Garibaldi».

Oligeri (Isr): la cultura non è un lusso superfluo. Il presidente dell’Istituto Studi e Ricerche, Gianfranco Oligeri, ha introdotto la presentazione del report sulle ricadute e le opportunità di arte e cultura, mettendo un punto fermo.

«Lo sviluppo culturale - ha sottolineato Oligeri - non deve essere considerato come un lusso superfluo, ma deve diventare un vero e proprio motore dello sviluppo economico e sociale. Per questo riteniamo che questo lavoro di inquadramento del settore debba avere una sua continuità, sviscerando settori più specifici come ad esempio quello dell’artigianato artistico e delle nuove forme di artigianato digitale, e cercando di comprendere i comportamenti della città nella fruizione di beni e servizi culturali, alla luce della crisi attuale».

«In sostanza - ha concluso - con la cultura si può mangiare e soprattutto si possono creare i presupposti per una migliore qualità etica della vita».

Il presidente di Federculture: accresciamo la partecipazione. «Sulla partecipazione culturale ha insistito anche uno dei prestigiosi relatori del seminario alla Camera, il presidente di Federculture e neo presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma Roberto Grossi: «È inutile avere i musei se non ci va nessuno- ha sottolineato nel suo intervento - bisogna accrescere la partecipazione, solo partendo da questo connetto la cultura può veramente diventare un volano di sviluppo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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