Il dolore
«Troppo amianto alla Fornace»
I grillini della costa tornano a chiedere la chiusura immediata della discarica
MONTIGNOSO. Si è parlato anche della discarica di cava Fornace all’incontro “Ambientiamo” organizzato dai MeetUp apuoversiliesi sabato 18 presso il Chiostro di Sant'Agostino a Pietrasanta e a cui hanno partecipato le varie associazioni e i movimenti ambientalisti locali.
Una giornata che è servita per fare il punto delle varie criticità ambientali del territorio apuoversiliese, a partire dalle cave nel Parco delle Alpi apuane e nelle zone di vincolo (cave in cresta, sopra i 1600 metri, vicino alle sorgenti e ai bacini idropotabili), passando per quell’ecomostro emettitore di diossina, ossia l’inceneritore di Falascaia – zona intorno alla quale si è registrato nel tempo un record di tumori – e arrivando fino all’alga killer del lago Puccini la cui presenza è stata scoperta nel 2002 da Max Strata e portata a conoscenza dell'opinione pubblica solo grazie alla conferenza di Milena Bruno, ricercatrice dell'Istituto Superiore di Sanità.
In questo quadro di rottura del muro di omertà non poteva mancare la cava Fornace su cui già da tempo il Movimento cinque stelle locale sta portando avanti la linea dura dell’opzione zero. Chiusura della discarica e bonifica del terreno. Sono queste le richieste espresse durante la giornata di sabato dai grillini di Massa e Montignoso, dopo aver ripercorso la “storia” della gestione della discarica in mano a Programma Ambiente Apuane Spa.
Secondo quanto riportato da Marco Di Gennaro (M5S Massa), Paolo Lenzetti e Gian Marco Fagnini (entrambi del M5S Montignoso), l'autorizzazione del 2000 prevedeva infatti che la discarica trattasse solo la marmettola proveniente dalle cave apuoversiliesi «un rifiuto – commentano i grillini - comunque inquinante che passa per rifiuto non pericoloso e inerte quando è invece composto di metalli pesanti e ha capacità corrosive anche rispetto ai materiali di contenimento in cui è stoccata».
L’anno successivo, viene però concessa alla società di gestione un'estensione dei rifiuti conferibili ad altri materiali, nonostante la province di Massa Carrara e di Lucca fossero contrarie a tale decisione - giustificando la loro contrarietà proprio per la struttura carsica della cava che rende difficile lo stoccaggio di rifiuti che non siano classificati come inerti. Nel 2007 la discarica viene riclassificata comunque per consentire lo stoccaggio di materiali come amianto, plastica, gomma, metalli. Da qui il quantitativo di marmettola conferito in discarica sarebbe diminuito, mentre sarebbe aumentato vertiginosamente quello di altri materiali considerati pericolosi, quali l’amianto.
«La marmettola – commenta il M5s di Montignoso - ha visto lievitare il prezzo di conferimento: probabilmente è più redditizio per un gestore di discariche immettere, per lo stesso tonnellaggio materiali più remunerativi. Il business per la discarica, continuo e redditizio, è certo su altro,come l'amianto,materiale pericoloso e mortale».
Il j’accuse del M5s rivolto alla gestione della discarica è in altre parole quello di “preferire” materiali inquinanti, come l’amianto, perché hanno prezzi di conferimento in discarica maggiori. Insomma l’accusa è di lucrare sulla salute pubblica e ambientale. “All'estero – concludono - l'amianto viene trattato e reso inerte, ma qui no, si preferisce una discarica magari realizzata sopra un'area di alto valore naturalistico come il Lago di Porta”.
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