Sicurezza
Storia, luci e paesaggi: Massa vista da Bell’Italia
Il mensile di viaggi e cultura, nel numero di gennaio, racconta la città «Accoglienza e buon cibo, ma quante macchine a Palazzo Ducale»
MASSA. Ci passi davanti ogni mattina: borsa della spesa, giornale sotto braccio e tanta fretta. Troppa fretta per accorgerti di quello scorcio, di quelle poche foglie rimaste coraggiosamente sugli alberi ad incorniciare il teatro, di quella luce quasi da candela che illumina la nuova piazza Mercurio, di quella geometria rinascimentale che fa di palazzo Ducale un gioiello.
Poi ti siedi in poltrona in una sera di gennaio, apri “Bell’Italia”, mensile di viaggi e cultura (Cairo Editore) e scopri che la fretta di ogni giorno ti nasconde meraviglie. Eccola la tua Massa: immortalata negli scatti di Fabio Gambina rivela storia ed identità, «una città - scrive Domenico Aliperto, autore dell’ampio articolo sul numero di gennaio - rimasta ai margini degli itinerari turistici. Eppure nel suo centro storico, sotto l’antica Rocca, si svelano le tracce di un grande passato e il presente di una città accogliente». Noi spesso lo dimentichiamo, ma Bell’Italia no: questa è la città di cui parlano Leopardi, Pascoli e Carducci. La città che «siede tra lucida verzura d’aranci, a specchio del tirreno mare» per dirla proprio con i versi pascoliani.
Giornalista e fotografo alla scoperta del territorio, dalle «atmosfere d’antan» dei villini liberty a Marina, alla Filanda di Forno. Scorci meravigliosi, posizione invidiabile, ma una pagella in cui qualche voto basso non manca: orari limitati per visitare castello e musei, gli uffici di informazione turistica sul lungomare (tradotto: anche il centro storico ha le carte in regola per fare turismo), stazione - nota dolente - lontana dal cuore cittadino e - davvero un neo sgradevole - palazzi storici poco valorizzati. E il riferimento è «al cortile di palazzo ducale invaso da auto e scooter».
Gli occhi - in perfetta linea con la valorizzazione della città - sono puntati sul centro storico: locali, atmosfere e accoglienza, «ampia offerta enogastronomica per tutte le tasche».
Bell’Italia propone alberghi (Excelsior e il Buongustaio) e B&B (Il Cuore e Ceraunavolta) e ristoranti (Quasimodo, Osteria del borgo, il Convitto e Per Bacco) e apprezza i locali che arrivano dal passato: la drogheria Gli Svizzeri , la ferramenta Sartini, il caffè Apuano.
Bell’Italia alla vocazione turistica di Massa ci crede. E ci crede anche Francesca Piccinini, intervistata per l’occasione: «Massa è migliorata, ma spero la si valorizzi di più sul piano turistico».
Insomma, qualche correzione e la volontà di riscoprirla questa città. Con meno fretta e più speranza. (C.S.)
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