Sicurezza
Righi, calcio e camorra Nel 2007 scalò la Massese
La presentazione al teatrino dei Servi col socio Nicola Ferrara e mister Capuano Dopo due mesi la lite durante il mercato estivo e l’addio sancito davanti al notaio
MASSA. La maxi operazione anti camorra effettuata all'alba tra Campania, Lazio e Toscana tocca un personaggio conosciuto a Massa, nonostante ci sia rimasto per poche settimane. Si tratta di Salvatore Righi, l’imprenditore che nell’estate del 2007 prese la società bianconera insieme al socio Ferrara. Un’operazione che non si è mai capita del tutto. Secondo la Dda di Napoli, la famiglia Righi - oltre a Salvatore anche il figlio Ivano - ruotava attorno al clan Contini. Non solo: in Puglia l'inchiesta si è concentrata anche sul calcio. In particolare, sulla promozione in serie B del Gallipoli grazie all'intervento dei Righi: cinquantamila euro ai giocatori del Real Marcianise affinché perdessero un incontro con i pugliesi decisivo per la loro promozione a conclusione del campionato 2008-2009 di Lega Pro, girone B. Cosa che avvenne. All'epoca allenatore del Gallipoli era l'ex calciatore della Roma e della Nazionale Giuseppe Giannini, oggi ct della nazionale libanese, che, insieme all'allora direttore sportivo Luigi Dimitri e agli imprenditori Salvatore e Ivano Righi, è ora indagato per frode sportiva con l'aggravante della finalità mafiosa. Giannini come sanno tutti gli sportivi massesi era l’allenatore delle zebre di quel periodo, dopo che Eziolino Capuano se ne andò improvvisamente all’inizio del campionato.
Quando si presentò al teatrino dei Servi, insieme a Nicola Ferrara, Righi esibì un biglietto da visita per testimoniare la sua competenza calcistica: era il fondatore della Mariano Keller, scuola di calcio che tanti premi ha ricevuto dalla federazione regionale campana e perfino da quella nazionale. Ebbene l’antimafia ora dice che è stata acquisita con denaro riciclato. Sequestrato anche il relativo centro sportivo, che si trova a Napoli ed è dotato di cinque campi di calcio e calcetto, due palestre e due bar. Per un valore di due milioni di euro. Il centro sportivo viene addirittura considerato un luogo riservato agli incontri tra la famiglia Righi, in particolare Salvatore, e gli esponenti del clan Contini.
A Massa come detto Righi ci restò poche settimane. Dopo quella presentazione al teatrino dei Servi e le parole di stretta collaborazione con Ferrara tra i due soci ci furono delle liti furibonde, fino alla fine di ottobre quando sancirono il divorzio davanti a un notaio di Milano. Le prime discussioni durante il mercato estivo, quando era il momento di tirare fuori i soldi. Righi voleva allestire uno squadrone, Ferrara voleva far quadrare i conti. Tant’è che poi grazie al patron della MarianoKeller qualche giovane interessante arrivò anche: il portiere Sciarrone, Piccinni, Diagouraga. Tutta gente che ha giocato in serie B. con alterne fortune. Righi si era messo nelle mani di Fabrizio De Poli, ma il direttore generale era rimasto poco più di qualche settimana perché c’era troppa confusione tra i vari ruoli dirigenziali per poter lavorare con tranquillità.
Il presidente della Massese era sempre stato Nicola Ferrara, mentre l’amministratore delegato era Salvatore Righi. Insieme avevano iniziato l’avventura bianconera, insieme si erano presentati alla tifoseria con l’avallo dell’allora amministrazione comunale, insieme avevano iniziato ad allestire la squadra. Poi il divorzio. Nessuno ha mai compreso che cosa fosse accaduto, certo che l’inchiesta di Napoli mette i brividi.
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