Il Tirreno

Piscine, resta in sella la Pianeta Sport

Il Tar annulla la delibera che l’aveva estromessa dalla gestione: «La competenza è dei dirigenti»

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AULLA. La giunta municipale non poteva sciogliere, lo scorso 8 ottobre, i rapporti con la società di gestione delle piscine e del centro sportivo di Aulla. Lo ha stabilito il Tar della Toscana, che ha accolto il ricorso della società sportiva “Pianeta Sport Carasco”; il Comune di Aulla dovrà pagare 2mila euro di spese.

In dettaglio, a presentare il ricorso, la società sportiva dilettantistica “Pianeta Sport Carasco”, rappresentata e difesa dagli avvocat Maria Francesca Florino e Ivan Marrone, contro il Comune di Aulla, rappresentato e difeso dall'avvocato Nicola Ceccuzzi. Obiettivo, l'annullamento (con sospensione dell’efficacia) della delibera di giunta dell’8 ottobre 2013, con la quale l’amministrazione Simoncini aveva dichiarato la decadenza della “Pianeta Sport” dalla concessione del servizio «inerente la gestione del centro scolastico-sportivo "Salvo D'Acquisto" in località La Quercia», e aveva stabilito la risoluzione della relativa convenzione.

I giudici amministrativi non hanno dubbi: «Nel merito - scrivono - l’impugnazione è manifestamente fondata». Quindi la delibera - con cui fra l’altro si imponeva il rilascio dell’impianto entro quindici giorni, contestualmente disponendo l’incameramento della cauzione versata dalla concessionaria - è da annullare. «È del tutto evidente - aggiunge il Tar - come l’atto, incidendo direttamente sulla posizione soggettiva del destinatario e, allo stesso tempo, sulla concreta gestione di uno specifico e individuato bene/servizio pubblico, costituisca inequivocabile espressione di una funzione amministrativa e non possa in alcun modo essere ascritto alla sfera dell’attività politica dell’ente». Insomma, avrebbe dovuto essere un dirigente comunale e non la giunta, eventualmente, a intervenire. Perché «l’adozione dei provvedimenti che impegnano l’ente verso l’esterno e la competenza nella materia specifica delle concessioni appartengono ai dirigenti e non alla Giunta».

In definitiva: la Pianeta Sport è tuttora in sella alle piscine, la delibera che la escludeva è annullata, il Comune di Aulla è condannato a pagare le spese processuali (2mila euro) oltre agli accessori di legge.

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