Il Tirreno

Appello per salvare l’ultimo mulino

MASSA. Un tempo usatissimo, oggi simbolo di una tecnologia rispettosa della natura e dei suoi ritmi. Prodotto dell’ingegno umano, meccanismo semplice, ma efficace, il mulino era parte integrante...

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MASSA. Un tempo usatissimo, oggi simbolo di una tecnologia rispettosa della natura e dei suoi ritmi.

Prodotto dell’ingegno umano, meccanismo semplice, ma efficace, il mulino era parte integrante della quotidianità e sinonimo di vita: trasformava un semplice germoglio in farina, garantendo cibo anche nei periodi più bui. È naturale quindi che Italia Nostra faccia un appello per salvare l’ultimo mulino rimasto a Massa, a Canevara, lungo il Frigido.

Alcuni paesi, visto anche il ritorno alla filiera corta e ai prodotti naturali, nel rispetto della tradizione, continuano ad utilizzare il mulino, molti lo hanno riscoperto, magari - questa la speranza - c’è un futuro anche per il nostro: «Sono anni che ci interessiamo del mulino - spiega Bruno Giampaoli, presidente di Italia Nostra - la sua riattivazione è importantissima per la valle del Frigido, per la filiera delle castagne. Noi abbiamo una grande tradizione, ma non abbiamo più frantoi e mulini per poterla sfruttare. Siamo riusciti a far acquistare questo mulino, appartenuto alla famiglia Guerra, dalla Provincia, ma non è in funzione, serve qualcuno che se ne occupi, un mulinaro, soprattutto è necessario un progetto perché possa garantire un ritorno economico oltre che culturale».

L’appello di Italia Nostra non è rivolto solo a Palazzo Ducale, l’associazione, infatti, bussa alle porte dell’amministrazione: «Bisogna che il Comune lo faccia suo - continua Giampaoli - il Frigido è un fiume di cui possono essere sfruttate le potenzialità: porta più acqua dalla sorgente - spiega - di tutti gli altri fiumi in Toscana. Inoltre ha la caratteristica di non andare mai in secca, addirittura la famiglia Medici tra seicento e settecento voleva sfruttarlo per l’approvvigionamento di acqua, il fiume è stata la nostra asta economica nel tempo con gli opifici, le segherie; poi il mulino è in un punto strategico, ai piedi della mulattiera tra Canevara e Antona. Insomma l’edificio c’è, la tradizione pure, serve la volontà politica, noi abbiamo già individuato persone capaci di farlo funzionare».
Alessio Profetti

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