Il Tirreno

«Una convenzione a favore dei privati»

«Una convenzione a favore dei privati»

I consiglieri 5 Stelle puntano l’indice sugli extracosti che l’Asl dovrebbe pagare per i ritardi

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MASSA. L'esposto del Movimento 5 Stelle, depositato sabato scorso in Procura, tocca anche un altro punto, oltre alle preoccupazioni per le possibili criticità all'interno degli ambienti a contaminazione controllata del Noa.

«Il progetto dei 4 nuovi ospedali di Prato, Pistoia, Lucca e Massa Carrara - si legge- sottosta ad una convenzione-contratto tra pubblico e privato attiva dalla contemporanea entrata in funzione dei 4 plessi.

In questa convenzione è stabilito il "prezzo" che le Asl dovranno pagare alla parte privata quale canone di gestione dei servizi non sanitari ad esso affidati». Ed ecco sorgere il problema, nel momento in cui gli ospedali unici non sono partiti tutti insieme, ma anzi con molti ritardi sui collaudi.

«Nelle more dell'entrata in esercizio degli ospedali di Lucca e delle Apuane- scrive il M5S nell'esposto- una clausola nella convenzione che il SIOR ha firmato il 19/11/2007 col concessionario imputa alle Asl il pagamento, al verificarsi di determinate condizioni (come il ritardo nella costruzione per cause non afferenti al concessionario) di parte del "prezzo", non scomputando tali somme dall'ammontare totale della convenzione».

In pratica tutte le Asl coinvolte nel progetto dei Noa, da quando è stato inaugurato il primo ospedale, pagano il privato, in parte, per servizi commerciali non sanitari, nonostante questi servizi non vengano forniti ad ogni Noa. Per essere ancora più espliciti, spiegano Riccardo Ricciardi e Marco Di Gennaro del Movimento 5 Stelle, più slittano le aperture degli ospedali di Lucca e Massa più le Asl ci rimettono.

La tesi ora sostenuta dai grillini sarebbe stata avallata da una relazione del consulente Niccolò Persiani, che ha ricevuto l'incarico dal Sior di esprimere le proprie valutazioni in merito a «maggiori costi associati all'operazione di project Financíng; mancato utile del concessionario per il prolungamento dei tempi di avvio della gestione; maggiori costi di finanziamento per il concessionario e maggiori costi generali conseguenti al disallineamento delle fasi costruttive sui quattro siti».

Un ritardo, insomma, tutto a danno del pubblico e a vantaggio del privato.

«Per avere un ordine di grandezza degli extracosti in questione- concludono Ricciardi e Di Gennaro- c'è da fare riferimento, alla cifra corrisposta al concessionario dalla sola Asl di Prato e per soli per 5 mesi (agosto-dicembre 2013), che è di 5.205.600€. Tale extracosto è corrisposto da ogni singola Asl in maniera ed entità differenti a seconda dello stato delle strutture ospedaliere e verrà pagato sino alla definitiva entrata in esercizio dei 4 nuovi ospedali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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