Il dolore
«Ex Mediterraneo, pronti a vendere tutto»
Tattiche di “guerra”. L’ad della Porto spa: aspettiamo ancora una risposta scritta del Comune alle nostre richieste
CARRARA. Sarà un secondo Marble Hotel? Gli anni (non tanti quanto quelli della struttura che doveva essere costruita per i mondiali di calcio del 1990) cominciano a farsi sentire sul cantiere dell’ex Mediterraneo e il braccio di ferro (al di là degli accenni e dei buoni propositii al dialogo) tra Porto di Carrara spa e Comune sembra arrivato al round cruciale. Le voci che già dal 2011 dicevano di idee di messa in vendita dell’area dove sorgeva l’hotel di proprietà della Porto spa, si rafforzano. Anzi trovano una conferma diretta da parte dell’amministratore della società, Paolo Dello Iacono, che, mentre afferma di essere in attesa «di una risposta scritta» dell’amministrazione circa la richiesta di variante di destinazione d’uso dell’area – per farci 26 appartamenti al posto di 26 Rta - spiega anche che la Porto è disponibile a cedere il tutto (area con il cantiere rimasto fermo da mesi e mesi nel centro di Marina) a chi si facesse avanti.
Tatticismi per smuovere l’amministrazione comunale?
Di fatto, la buca degli scavi e il cantiere avviato e poi congelato, fanno bella mostra di sè a Marina. E il decoro urbano, o la riqualificazione urbanistica finiscono sotto i piedi di una contesa, fra la Porto spa e il Comune, che non giova certo al territorio.
Da una parte la scelta politica, finora detta a parole anche dal sindaco Zubbani, di non consentire appartamenti; dall’altra la logica aziendale che ha fatto cambiare idea alla Porto, con la richiesta della variazione (da Rta ad appartamenti e uffici, e sugli uffici forse potrebbe esserci un’apertura). Così, anche l’albergo che dovrebbe risorgere sulle ceneri del Mediterraneo, pur trovando tutti d’accordo sulla bontà della sua realizzazione, cioè sindaco e vertici della Porto, finora è rimasto sulla carta. Travolto da quel braccio di ferro sugli appartamenti non previsti nel progetto iniziale che ha avuto l’ok amminstrativo.
Dello iacono sposta perfino il tiro: «Ora dobbiamo pensare all’andamento del porto, e intanto attendiamo la risposta scritta dal Comune, una risposta formale dal sindaco Zubbani. Ma siamo disponibili a vendere tutto a terzi. Chi volesse fare un’offerta.... il valore è sui 4 milioni di euro». La società di riferimento è “Il Mediterraneo”, di proprietà della Porto di Carrara spa.
Il sindaco, intanto, ha deciso che porterà la questione in giunta probabilmente venerdì prossimo. «La nostra posizione finora è stata sempre la stessa, senza strabismi, e credo proprio che come giunta diremo un no secco alla richiesta della Porto, ritenendola non accoglibile. Poi vedremo cosa succederà».
E, se la risposta ufficiale attesa dalla Porto sarà proprio il “no” secco messo nero su bianco, il “cosa succederà” potrebbe dilatarsi in tempi infiniti. Resterà un’opera incompiuta nel bel mezzo di Marina per chissa quanto tempo? Come nel caso del Marble Hotel? Qualcuno acquisterà il pacchetto consentendo alla Porto spa di scrollarsi di dosso il progetto divenuto un fardello?
Non solo: alla fine dello scorso anno, il Comune di Carrara aveva espresso l’intenzione di farsi pagare l'area di 2.200 metri quadrati sulla base di una donazione del 1938, che sarebbe stata disattesa dalla Porto spa.
E dopo la richiesta da parte della società di cambiare la destinazione d'uso del sito, era stata aperta la procedura: al lavoro i tecnici comunali per stimare il valore di quei 220mila metri quadrati, e da parte dell’amministrazione una richiesta di rimborso indirizzata alla Porto spa proprio in funzione del lascito con cui, nel 1938, il Comune cedette l'area dell'ex Mediterraneo alla Compagnia Lavoratori Portuale (che c’era allora). Agli inizi di questo mese il vice sindaco Andrea Vannucci era possobilista a condizione: «Di destinare la struttura a uso residenziale non se ne parla proprio. Possiamo però prendere in esame altre opzioni, come ad esempio l'utilizzo di parte dell'edificio per le attività produttive, magari per ospitare servizi complementari all'albergo, ma il presupposto è che appunto l'albergo si faccia». (c.car.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
