Il Tirreno

Ex Damas, ancora allarme veleni

Ex Damas, ancora allarme veleni

Iniziata la bonifica dei liquami giallastri, il Cermec ferma il trattamento di carta, plastica e verde

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MASSA. Forse sono rifiuti “della camorra”. Di sicuro sono sostanza tossiche, metalli pesanti (cadmio, mercurio, piombo, cadmio) che si pensava fossero stati finalmente messi in sicurezza dopo 11 anni di incredibile “dimenticanza”. Invece no, i fanghi dell’ex Damas fanno ancora paura e sono ancora una potenziale fonte di inquinamento. Sono bastate piogge poco più che intense a fare suonare di nuovo l’allarme al Cermec, l’impianto di trattamento rifiuti che confina con l’area ex Damas, e per mettere in discussione l’intervento di messa in sicurezza realizzato appena pochi mesi fa.

I rifiuti pericolosi che erano stati, dal 2002, stoccati in 42 ti container in quell’area che fu della Damas (ditta, oggi fallita, di cui era titolare Massimo Dami, il cui nome compare nelle documentazione sui traffici illeciti di rifiuti del pentito di camorra Carmine Schiavone), sono stati trasferiti in 3-400 grossi sacchi – detti big bags – per evitarne la dispersione. Problema risolto? Pare proprio di no. Ai lati dei big bags si è formato, ormai da quasi 20 giorni (la prima segnalazione è dle 3 gennaio) un laghetto di acqua giallognola e torbida che, con le ultime piogge, ha superato il cordolo che delimita l’area. La paura è che quel liquido sia percolato dai sacconi. Certezze ufficiali non ve ne sono ancora: la Provincia comunica che «rispetto alle analisi su eventuali percolazioni di sostanze contaminanti dai rifiuti ex Damas, le stesse sono state affidate ad Arpat e si stanno attendendo gli esiti delle stesse». Con calma. Ma le analisi fatte fare da Cermec a una ditta privata già avrebbero accertato la presenza di metalli pesanti nel liquido e nel terreno. Insomma, è possibile che questi sacconi accatastati uno sull’altro lascino uscire quei materiali tossici che dovrebbero avere sigillato e isolato.

Per questo, sono partiti i lavori di svuotamento di quella maxi pozza: l’acqua viene prelevata dal vascone e immessa in speciali autobotti che poi la porteranno in discariche speciali. Nel frattempo, la zona è stat inibita al personale Cermec con la conseguenza che anche la raccolta differenziata di carta, cartone, plastica e verde è stata sospesa.e La bonifica è stata affidata, o meglio imposta, a Cermec. La decisione è arrivata al termine di una riunione tra gli stessi dirigenti Cermec, Arpat, Comune e Provincia. L’azienda riteneva di non avere alcun titolo nè obbligo di intervenire. Comune e Provincia la pensano diversamente. Si legge infatti nel comunicato diffuso ieri dalla Provincia: «Competono a Cermec, come da Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Provincia, anche a tutela della salute dei lavoratori, il trattamento e lo smaltimento delle attuali acque dilavanti presenti - in passato ed attualmente - nei piazzali dell'impianto Cermec; trattamento e smaltimento che, esattamente per come già avvenuto in passato e per tutti i trattamenti e smaltimenti di acque effettuate da Cermec, deve tener conto della caratteristica di rifiuto di tali acque e delle procedure connesse a tale qualificazione».

La Provincia si è, già, comunque, adoperata, informa ancora il comunicato, « per la rimozione definitiva dall'area ex Damas degli attuali big bag contenenti i rifiuti e si prevede un esito positivo di tale procedura in tempi molto brevi».

Claudio Figaia

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