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Santacroce già condannato in appello

MASSA. A novembre i giudici d’appello di Genova hanno dato ragione al sostituto procuratore Rossella Soffio: i casi di corruzione nell’appaltopoli in carcere erano due, oltre a quello di Salvatore...

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MASSA. A novembre i giudici d’appello di Genova hanno dato ragione al sostituto procuratore Rossella Soffio: i casi di corruzione nell’appaltopoli in carcere erano due, oltre a quello di Salvatore Iodice, ex direttore, c’era pure quello di Salvatore Cantone, contabile della casa circondariale. Per questo l’imprenditore Santacroce si è visto portare la condanna da due anni e sei mesi, col rito abbreviato, a tre anni, quattro mesi e venti giorni. Non solo: i giudici di Genova hanno accolto anche le richieste di condanna per truffa e frode per quanto riguarda gli appalti eseguiti - per modo di dire secondo il pm - alla rotonda, nell’infermeria e all’impianto di illuminazione della casa circondariale. Su questa sentenza Soffio ha incentrato la sua requisitoria di ieri, forte anche di quanto stabilito dal giudice Ermanno De Mattia in primo grado.

Santacroce sia in primo che in secondo grado è stato giudicato colpevole di corruzione per la gara dei fari, per avere con l'ex direttore Iodice in pratica predisposto una gara apparente «avendo già fatto predisporre un preventivo dalla ditta Ciesse». De Mattia in primo grado e il giudice di appello hanno rinvenuto una condotta non lecita anche per quanto riguarda i lavori di messa in sicurezza della rotonda, un cantiere che ha fruttato alla Comies - l'altra ditta di Santacroce - 175.000 euro. In pratica l'imprenditore secondo l'accusa - e secondo i giudici di primo e secondo grado - si era messo d'accordo con altri imprenditori per ottenere l'appalto. Un'assegnazione fatta ancor prima del sopralluogo. L’appello ha confermato le accuse del pm anche nella gara del pozzo artesiano, che si trova nel parcheggio esterno del carcere: l'appalto era stato affidato alla Comies con lo stesso sistema utilizzato per la rotonda.

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