Il Tirreno

Porto da 1.800.000 tonnellate

Porto da 1.800.000 tonnellate

Movimento merci lontano dal passato. Dello Iacono: ma manteniamo i lavoratori

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CARRARA. La Porto di Carrara spa, è stato confermato ieri, rinsalda il rapporto con il Nuovo Pignone (Ge Oil & Gas), attraverso un accordo per l’operazione piattaforme che vale 12 milioni di euro. Nell’area retroportuale, saranno realizzate altre 5 platee per i moduli.

Ma come sta andando il porto? L’amministratore delegato Paolo Dello Iacono, quarda i maxi moduli Gorgon in partenza. Alle sue spalle un piazzale Città di Massa in parte occupato da blocchi di marmo stoccati, e per il resto ancora vuoto, in attesa che qualcuno chieda quello spazio destinato al traffico ro-ro. Quello di Nieddu non c’è più e valeva circa un milione di tonnellate annue.

Tempi duri. «Il 2014 e il 2015 - dice Dello iacono – saranno due anni di probabile riduzione dei traffici, ma con il Nuovo Pignone c’è invece un consolidamento che ci permette di mantenere le nostre maestranze. Finora abbiamo conservato l’occupazione e gli stipendi anche quando in porto non c’erano navi. Per la cerimonia della Ge Oil & gas ho invitato a partecipare vari nostri clienti storici, perchè in queste occasioni si possono sviluppare contatti. Bisogna dare alla gente l’opportunità di interloquire». Il Bilancio 2013 si chiude con circa 1.800.000 tonnellate di merci, ben distanti dai tre milioni del passato. «Il marmo tiene, come il project cargo (trasporto di materiali voluminosi e pesanti, ndr.). Anche i tubi Dalmine tutto sommato, seppur leggermente diminuiti, reggono. Cerchiamo di consolidare i traffici sperando nella ripresa».

Dello Iacono, parla di un bilancio economico che senza partite straordinerie, chiuderà in utile. «E poi vediamo se Ge Oil attrarrà nuovi investitori qua. Intanto, si può dire che a Cararra arriveranno gli arabi, non quelli già interessati al settore lapideo , ma quelli legati alla nuova commessa del Nuovo Pignone».

E secondo Dello Iacono, se è vero che da cosa nasce cosa... forse per le imprese del territorio apuano si potrebbero aprire nuovi canali economici.

Difficile dirlo, vista la crisi generale. Ma intanto l’asse porto-Nuovo Pignone sembra molto forte.(c.car.)

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