Finanza
Maximoduli da Carrara agli Emirati Arabi
Li realizzerà fra il 2014 e il 2016 il Nuovo Pignone: forniranno energia elettrica per sfruttare un enorme giacimento petrolifero
CARRARA. Due cupole geodetiche trasparenti, ancorate al piazzale Città di Massa con blocchi di marmo. Uno scenario suggestivo quello di ieri mattina, per l’annuncio da parte di Ge Oil & Gas, di una nuova commessa, di maxi moduli che verranno assemblati, come per i cinque del progetto Gorgon, nello yard del Nuovo Pignone di Avenza. La General lectric conferma inoltre quanto anticipato dal Tirreno: un’investimento di oltre dieci milioni di euro, per la precisione 12, tramite un accordo con la Porto di Carrara spa, per l’espansione del cantiere di viale Zaccagna, da 40mila a 140mila metri quadrati (in area retroportuale), e la costruzione di altre cinque piattaforme per i moduli, che si aggiungeranno alle cinque attuali. Top secret invece l’entità della nuova commessa: sei moduli destinati agli Emirati Arabi, per fornire energia elettrica per lo sviluppo del giacimento petrolifero Upper Zakum, a nord ovest di Abu Dhabi. Il primo assemblaggio inizierà a fine anno e la commessa verrà completata in circa due anni e mezzo.
Ieri, fra la banchina Fiorillo ampliata, e il piazzale Città di Massa fresco di inaugurazione, si è svolta la cerimonia di Ge Oil & Gas, proprio davanti agli ultimi due maxi moduli del progetto Gorgon. Gli altri tre sono partiti uno alla volta, gli ultimi due salperanno assieme per l’isola di Barrow, paradiso ambientale in Australia, dove serviranno per l’impianto di liquefazione di un giacimento di gas naturale.
I nuovi moduli vengono invece forniti al cliente Zadco, società controllata dell’Abu Dhabi National Oil Company di cui sono azionisti Exxon Mobil e Japan Oil Development Company. Verranno installati dal 2016 su un’isola artificiale a 80 chilometri da Abu Dhabi. Il giacimento petrolifero si estende per 1.200 chilometri quadrati ed è per grandezza il secondo nel Golfo Persico e il quarto nel mondo.
Carlo Freni responsabile per i moduli, ha sottolineato l’importanza delle partnership e della collaborazione con le istituzioni locali, dalla Regione al Comune di Carrara. Johann Van Der Merwe di Chevron (direttore quarantena) ha ribadito l’importanza dei partner come Ge Oil, e consegnato un attestato a Rafael Santana, presidente di Turnomachinery Solution di Ge Oil & gas, il quale ha spiegato che con lo sviluppo di tecnologie avanzate e una lunga esperienza nella fornitura di soluzioni pronte per essere installate anche nelle condizioni più estreme e in luoghi remoti, vengono forniti macchinari per i più importanti progetti dell’industria del petrolio e del gas nel mondo. «Il contratto con Zadco, inoltre, conferma la nostra volontà di investire nel cantiere di Avenza».
Il presidente della Port Authority Francesco Messineo, ha parlato della validità delle infrastrutture nel territorio, comprese quelle per il trasporto, e della necessità di una sinergia fra chi fa investimenti e le istituzioni che devono far sì che vengano create relazioni stradali e ferroviarie, facilitando le autorizzazioni ai privati. Quest’anno verrò adottato il nuovo piano regolatore del porto che include il porto turistico e il terminal crocieristico. Secondo Messineo occorre che tutto il territorio sia compatto e unito su questi progetti.
Per quanto riguarda gli ultimi due maxi moduli del Progetto Gorgon, restaranno in porto ancora una decina di giorni, perché devono essere ultimate le operazioni di bloccaggio sulla nave che li porterà in Australia, sulla rotta dei moduli precedenti. Circa 45 giorni di viaggio per arrivare a destinazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
