Finanza
Frane e strade distrutte, montagna ko
Le fratture lungo la via si sono allargate, 15 persone ancora fuori casa a Casette. Smottamento anche a Poggio Piastrone
MASSA. Restringimenti, semafori improvvisati, teli protettivi, qualche sasso lungo la carreggiata. Chi vive in montagna agli slalom è abituato, ma mai ha visto i versanti “ribellarsi” come stanno facendo in questi giorni. Non riescono a reggere il peso dell’acqua e si lasciano scivolare verso valle; anche la strada “si arrende”, si apre, si lacera e mette in pericolo chi lungo la via si è costruito casa. Ancora evacuati. A Casette quindici persone, cinque famiglie, costrette, domenica sera, a chiudere la porta e a chiedere ospitalità ad amici e parenti. E c’è chi, a novant’anni, in paese ha trascorso una vita e fatica ad andarsene, ma lungo l’asfalto, a pochi passi da casa sua, si apre una ferita profonda, oltre 150 metri di lacerazione, la prova inequivocabile che qualcosa non va. E quella ferita si allarga: domenica i tecnici del Comune la chiudono per evitare infiltrazioni d’acqua, eppure la natura non ha intenzione di fare “la brava” e la lacerazione si riapre. Scattano le evacuazioni: chi vive nelle abitazioni lungo la via, all’ingresso del paese, a monte e a valle, non può rientrare a casa. E ieri la situazione non migliora, tutt’altro. I geologi analizzano e monitorano per capire cosa abbia causato quelle spaccature. Poco sotto, all’altezza di Caglieglia, una settimana fa il versante è ceduto: tonnelate di materiale finite sulla carreggiata e rimosse in una trentina di ore. Adesso i tecnici sono al lavoro per capire se tra quello smottamento, che ha isolato 800 persone e ora obbliga ad un senso unico alternato, e le fratture lungo la strada comunale per Casette esista un rapporto causa-effetto.
Viabilità modificata. La strada comunale non può reggere carichi: viene chiusa al traffico, ma Casette questa volta non è isolata. La lesione sull’asfalto è all’altezza della grande curva a gomito: proprio da lì parte una via ripida e stretta, destinata ai camion. I massesi la chiamano “l’alternativa”, porta al campo sportivo, alla fine del paese. Una garanzia: i mezzi pesanti, carichi di marmo, non possono più transitarvi, di lì ora passano le auto dei residenti e l’autobus di linea.
Evitato l’isolamento, quindi, ma 15 persone rimangono fuori casa.
Il versante in sofferenza. Se scendi da Casette, le cose non vanno molto meglio. A Poggio Piastrone, poco sopra Canevara, all’altezza del ponte di ferro, una frana domenica sera ha completamente chiuso una strada privata pedonale. Una montagna di detriti oltre la quale cinque famiglie chiedevano di essere messe in comunicazione con il resto del mondo. I tecnici del Comune, con la collaborazione dei vigili del fuoco, sono riusciti a creare un varco e a garantire il passaggio. Un bel sospiro di sollievo. Ma l’emergenza rimane, tanto che il sindaco Alessandro Volpi si prepara a bussare alle porte delle Regione: «Già domani (leggi: oggi) cercherò di andare a Firenze». Perchè le nostre montagne stanno davvero male, ma per curarle - e qui è il nodo - servono soldi, tanti soldi. E il Comune - così pare di capire - ha bisogno di una mano. Denaro quindi e la speranza che il tempo sia clemente.
Chiara Sillicani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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