Il Tirreno

E a Marina la fognatura finisce nelle case

E a Marina la fognatura finisce nelle case

Abitazioni alle prese con i cattivi odori. Pompe in azione in scantinati e giardini a Poveromo

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MASSA. Quando la tecnologia aiuta la natura. Ebbene sì l’ingegneria fa la sua parte: le pompe sono in azione e il livello di fossi, canali e corsi d’acqua si abbassa. Anche se - incredibile, ma vero - non manca chi, in piena notte, si prende la briga di alzare il telefono, chiamare la protezione civile e chiedere - testuali parole - uno stop ai motori, per riconquistare il silenzio e il sonno.

Eppure le pompe permettono di evitare il peggio e, quando i canali tornano a fare i buoni, quei marchingegni tecnologici sono la salvezza di parecchie famiglie, alle prese con l’acqua. E non sempre si tratta di acqua limpida, la stessa che sgorga dal rubinetto della cucina.

Molti si ritrovano i cortili, i giardini e - i più sfortunati - gli scantinati trasformati in una risaia: la falda si è alzata e i terreni “trasudano”, ma a non farcela più, in alcuni tratti, è anche la fognatura nera. Non regge il carico e - davvero spiacevole - riemerge nelle case con tanto di acqua sudicia e cattivi odori. Una sorte toccata ad alcune famiglie a Marina. Situazione particolarmente critica in via Garosi dove soltanto le pompe concedono un sospiro do sollievo.

Tornano lentamente alla normalità le zone di Bondano, Ricortola, Partaccia. Da quelle parti il ricordo dell’alluvione di novembre 2012 è ancora vivo e la paura è tanta: domenica sera i volontari portano le pompe da una casa all’altra, le richieste di aiuto sono decine, chi si ritrova l’acqua davanti alla soglia è terrorizzato.

«Abbiamo lavorato fino alle due, la notte tra domenica e lunedì - racconta Ivo Zaccagna, presidente del comitato alluvionati - per liberare alcuni scantinati e numerosi cortili. Abbiamo dato priorità a chi l’acqua l’aveva già in casa. Oggi (leggi: ieri) l’emergenza sembra rientrata, il livello dei canali si è normalizzato tanto che - precisa - sono state staccate le pompe in azione sul Calatella. Abbiamo preferito impiegarle in altro modo, per aiutare i cittadini a liberarsi dell’acqua davanti alle abitazioni e nelle cantine».

Insomma, il peggio - almeno questa è la speranza - è passato e la pioggia sembra concedere una tregua. Il maltempo ha gravemente ferito la montagna (vedi articolo sopra), ma anche il litorale ha accusato il colpo.

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