La manifestazione
Appaltopoli, chiesti 10 anni per Iodice
Dura requisitoria nei confronti dell’ex direttore del carcere. «Ecco come si inventavano gli appalti»
MASSA. «Dieci anni all’ex direttore del carcere di Massa Salvatore Iodice, cinque anni all’ex contabile della casa circondariale Salvatore Cantone e tre anni a Stefano Tendola, geometra del provveditorato alle opere pubbliche». Queste le richieste del sostituto procuratore Rossella Soffio al collegio (Sgambati, Aracri e Garofalo) che emetterà la sentenza. La requisitoria del pm è durata tutta la mattina e si è conclusa intorno alle 14, dopo quattro ore dove il magistrato ha ricostruito quello che avveniva nella casa circondariale di via Pellegrini. «False gare di somma urgenza, lavori non eseguiti e pagati più del dovuto per riconoscere alla ditta di Prospero Santacroce dei soldi serviti poi a compensare dei lavori nelle abitazioni di Iodice e Cantone».
Soffio ha snocciolato una lunga serie di capi di imputazione, concentrandosi però su un paio di appalti che ha definito emblematici dell’andazzo che c’era in carcere a Massa. Il primo è quello dell’infermeria, dove la ditta incaricata non ha fatto assolutamente nulla, secondo il tecnico Peppino Costabile, inviato da Firenze, di quanto era stato certificato. Peggio è successo per il restyling dell’impianto di illuminazione di uno dei reparti nevralgici del penitenziario: in un corridoio è bastato sollevare il cartongesso appena sistemato per scoprire che le vecchie lampadine erano ancora al loro posto e soprattutto erano accese. «Con uno spreco enorme di energia elettrica», spiega il tecnico nella sua relazione acquisita agli atti.
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