Il Tirreno

la dottoressa contro lo Stato maggiore della difesa

Fece partorire una gatta ora denuncia l’esercito

Fece partorire una gatta ora denuncia l’esercito

AULLA. Continua la battaglia fra la dottoressa, e tenente medico riservista dell’esercito, Barbara Balanzoni, finita nei guai dopo aver aiutato a partorire una gatta durante la missione in Kosovo, e...

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AULLA. Continua la battaglia fra la dottoressa, e tenente medico riservista dell’esercito, Barbara Balanzoni, finita nei guai dopo aver aiutato a partorire una gatta durante la missione in Kosovo, e lo Stato Maggiore della Difesa da cui è stata denunciata e messa sotto processo. «Alla Stazione dei carabinieri di Aulla - scrive nella sua pagina Facebook la Balanzoni - ho presentato denuncia-querela contro lo Stato Maggiore Difesa per quanto pubblicato (e ancora presente sulla Home Page del loro sito) il 23 dicembre scorso. Ho aspettato di avere copia del decreto di rinvio a giudizio prima di farlo. Avevo inviato copia degli atti che avevo allo stesso Stato Maggiore (con mail il 24 dicembre), per permettere di correggere quel loro comunicato nel quale si negava che io venissi processata per disobbedienza aggravata continuata. Si precisava che i reati erano solo ingiuria e diffamazione».

«Non è la prima volta che sono costretta a subire atteggiamenti di questo tipo- continua - Il processo servirà a fare luce su questo perché, come già ho detto ripetutamente, la verità dovrà emergere una buona volta su tutto. Il comunicato dello Stato Maggiore della Difesa è per me inspiegabile e soprattutto ingiustificabile. Anche perché la vicenda di Agata (la micia) era ormai di dominio mondiale e, oltre alla petizione Enpa e all'interrogazione parlamentare, erano partite petizioni internazionali che a oggi hanno raccolto più di 160 mila firme in giro per i 5 continenti» .

«Avevo deciso di non dare seguito a quel comunicato nella speranza che si accorgesse dell'errore commesso - continua - Ma ciò non è accaduto, il perché non mi importa più. Non si è screditato solo me ma anche l'Enpa e anche tutti coloro che avevano firmato fino a quel momento, nonché instillato il dubbio, in tutti coloro che hanno appreso da Stato Maggiore della Difesala notizia, che stessimo giocando coi sentimenti delle persone, anche al fine, come si leggeva dai commenti, di trarne un beneficio per gli altri reati infamanti che mi sono stati contestati».

«Ringrazio gli organi di stampa che nonostante quel comunicato mi hanno dato fiducia, come pure tutti coloro i quali, con grande garbo, mi hanno chiesto chiarimenti utilizzando i vari canali a disposizione - conclude - Il processo avrà inizio il 7 febbraio alle 9,30 presso il Tribunale Militare di Roma. Non mollo e non mollerò mai».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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