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Cede la strada, 15 evacuati a Casette

Cede la strada, 15 evacuati a Casette

Si rompe l’asfalto in più punti, a rischio alcune case. E a Marina fognature in tilt, terreni e cortili sott’acqua

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MASSA. Quindici persone evacuate a Casette, costrette a chiedere ospitalità a parenti e amici. La via che conduce al paese dà segni di sofferenza e il timore è che possa cedere. Per scongiurare il peggio, gli uomini della protezione civile, in via precauzionale, decidono per l’evacuazione.

Ieri mattina la prima crepa si apre lungo la strada, a pochi metri dall’ingresso al paese. Chi vive da quelle parti ha paura: martedì detriti e terra hanno invaso la carreggiata, una frana che ha isolato 800 persone per 30 ore. E la paura non è immotivata: nel pomeriggio una seconda crepa si apre lungo il manto stradale. Difficile capirne le cause. Le infiltrazioni d’acqua hanno fatto la loro parte, ma non è possibile escludere un cedimento dell’intero versante: la montagna si adagia sulla carreggiata e l’asfalto non ce la fa. Le case a rischio vengono, quindi, evacuate.

Del resto la strada dà inequivocabili segni di affaticamento, lo smottamento dello scorso martedì l’ha messa a dura prova. I tecnici del Comune in mattinata osservano “al miscroscopio” la prima frattura e decidono che è meglio evitare carichi eccessivi su quel tratto. Tutte le auto parcheggiate devono, quindi, essere spostate e in tempi rapidi: troppo peso concentrato nello stesso punto. Scatta il senso unico per ridurre al minimo il transito: all’interno del paese viene imposta una viabilità ad anello per cui si sale da un versante e si scende dall’altro. La frattura viene immediatamente ricoperta, una gettata di asfalto che certo non risolve il problema, ma impedisce ulteriori infiltrazioni. Ma la pioggia non si arrende fino al primo pomeriggio e fa danni: di fronte alla seconda crepa, scatta l’ordine di evacuazione. La montagna è ko, messi a dura prova anche i versanti sopra Canevara: uno smottamento all’altezza di poggio piastrone, ma senza danni.
Cortili e giardini come risaie. Anche il litorale accusa il colpo. Sono in azione le idrovore sul Brugiano e sul Lavello per alleggerire i due corsi d’acqua. Pompe con i motori accesi anche sul Calatella e il Calatella a mare. In funzione l’impianto di sollevamento lungo viale delle Pinete per facilitare il lavoro alle fognature bianche. Del resto sono proprio le fognature l’anello debole: non ce la fanno più a raccogliere acqua. Un vero e proprio rigetto il loro, così i tombini non raccolgono, ma consegnano acqua alla strada. E il risultato sono gli allagamenti.Nessuna situazione allarmante, ma tanti disagi per chi apre la porta di casa e si ritrova in una risaia. Sono decine le telefonate ai vigili del fuoco e la richiesta è sempre la stessa: pompe che “respingano” l’acqua e interventi sui tombini. Particolarmente in sofferenza la zona di Ronchi e Poveromo: cortili allagati in via Magliano, fognature completamente in tilt lungo via Stradella e via Esperanto. Sotto controllo, invece, canali e fossi in quel di Partaccia, Ricortola e Bondano, le pompe danno una mano e contribuiscono ad abbassare il livello dei corsi d’acqua e dei fossi.
E la partita non si gioca. Domenica deludente anche per gli sportivi: la massese non gioca, il rischio è che tocchi improvvisare una partita di pallanuoto.Da oggi il maltempo dovrebbe concedere una tregua: non giornate soleggiate, ma almeno uno stop alle piogge.

Chiara Sillicani

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