La manifestazione
«Noi bruciamo pure l’acqua»
Guerra dei falò: i fuochisti del Vaticano battono la piena e la pioggia
PONTREMOLI. Un ruggito nella notte che per qualche ora ha piegato la forza dell’inverno e del maltempo. Che fossero bravi i fuochisti di San Nicolò, lo sapevamo e ce lo avevano dimostrato in più occasioni, ma quello che hanno fatto nel primo atto della disfida dei falò, è un vero e proprio miracolo, un colpo da maestro di fronte al quale bisogna solo inchinarsi e togliersi il capello riconoscendo la straordinaria abilità dei fuochisti del Vaticano.
Infatti la pira allestita sul greto del Magra in onore di Sant’Antonio abate, sotto il ponte Pompeo Spagnoli, era costruita praticamente quasi sopra l’acqua visto l’ingrossamento del fiume per la forte pioggia che da un paio di giorni si stava abbattendo su Pontremoli. E chi, al mattino, mentre la pioggia cadeva abbondante, aveva osservato la pira allestita sul greto del fiume scuoteva la testa intristito, diucento: «Quest’anno non lo possono fare».
Lo spettacolo infatti era davvero desolante, l’imponente (circa una decina di metri, inevitabilmente per i problemi logistici legati al maltempo si è dovuto optare per una dimensione leggermente inferiore rispetto agli anni passati) catasta di “bocchi” raccolti con pazienza e sapienza durante l’anno era interamente circondata dal fiume che ingrossato aveva oltrepassato i limiti del suo letto naturale. Tanto che nelle ultime ore della mattinata si era diffusa la voce che si intendeva rimandare l’abituale appuntamento e gli stessi “nemici” di San Geminiano nel loro blog esprimevano la loro solidarietà agli avversari di San Nicolò per l’inclemenza del tempo. Ma i fuochisti del Vaticano non si sono arresi e grazie anche al fatto che nel pomeriggio l’intensità della pioggia è calata e questo ha permesso il defluire delle acque del fiume, alla sera si è potuto ripetere il rito dell’accensione del falò.
Ma più di un dubbio serpeggiava tra i sostenitori di San Nicolò: come sarebbe bruciata la pira viste le condizioni del tempo tanto avverse? I dubbi si sono dissolti nell’istante in cui una ventina di fuochisti hanno circondato la catasta per appiccare il fuoco: fiamme ruggenti sono scattate verso l’alto coinvolgendo in brevissimo tempo tutta la pira.
Un forte vento ha poi spostato verso l’interno la fiamma creando anche un po’ di panico per la miriade di scintille che planavano dolcemente sul ponte dove erano presenti (dobbiamo dire in maniera numerosa nonostante il maltempo, confermando anche le potenzialità turistiche della manifestazione) sostenitori, visitatori ed “avversari”.
Poi il placarsi dei venti ha permesso al fuoco di svilupparsi in verticale bruciando in maniera perfetta, senza sbavature, senza fumo. Un risultato straordinario che poteva far urlare con soddisfazione ai fuochisti di San Nicolò, usciti per raccogliere gli applausi dei propri sostenitori, «noi bruciamo anche l’acqua».
Ora la “palla” passa ai fuochisti di San Geminiano che dovranno rispondere il 31 gennaio prossimo con il loro tradizionale falò in onore del patrono di Pontremoli, attorno alle ore 19 sul greto del torrente Verde.
Riccardo Sordi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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