Il Tirreno

La Provinciale chiusa al traffico

La Provinciale chiusa al traffico

Il fronte della frana di Corsanico torna a muoversi. Domani i tecnici al lavoro

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MONTIGNOSO. Il maltempo non dà tregua da 48 ore e si cominciano a contare i danni a Montignoso. La Provinciale 1, all'altezza della ormai famosa frana di Corsanico, è stata nuovamente chiusa al traffico, ma non per semplice precauzione, ma per motivi di sicurezza. Infatti il fronte frana torna a muoversi, facendo scivolare giù un altro costone: il monte è fragilissimo, la situazione non è sotto controllo perché non ci sono, al momento, strumenti per fermare il naturale percorso della terra e della roccia verso valle.

Il report dell'attività arriva dal comune di Montignoso, in allerta su diversi fronti, non soltanto Corsanico, ma anche Lago di Porta, Cerreto e zona Fescione. Attivi decine di volontari della ProCiv e tecnici del comune. La Provinciale 1 per Corsanico è chiusa da ieri sera e, da quanto appreso dall'assessore ai lavori pubblici Gianni Lorenzetti, non riaprirà in tempi brevi.

Domani mattina avverrà il primo sopralluogo dei tecnici, si spera post piogge, per permettere di capire in che stato sia la montagna. «I lavori di messa in sicurezza- spiega Lorenzetti- erano già stati appaltati e i cantieri sarebbero già dovuti partire se non ci fosse stata questa ennesima ondata di maltempo che non ci facilita. Purtroppo la montagna non è in sicurezza e finché non inizieranno i lavori non lo sarà mai». Eppure, Corsanico è uno dei pochi esempi in provincia dove i soldi ci sono: 900 mila euro i primi dati dalla Regione da fondi Por, e altri 250 mila arrivati prima della fine dell'anno, che portano ad un totale di 1,2 milioni di euro investiti per il dissesto idrogeologico a Montignoso. Purtroppo però le condizioni meteo di una terra sempre più flagellata dalle piogge non lasciano spazio e tempo per agire. Secondo il progetto, che in totale costerebbe, se ci fossero i fondi, circa 6 milioni di euro, il primo lotto prevedrebbe opere di regimazione delle acque nella parte più alta del versante, ma i cantieri non sono mai partiti.

«Appena smetterà di piovere- continua Lorenzetti- dovremo intanto rimuovere gli ultimi smottamenti staccatisi dalla frana e poi cominciare con i lavori di regimazione e di messa in sicurezza della parte alta». Intanto però la Provinciale 1 rimane chiusa, isolando parzialmente numerose frazioni montane. «Si passa- conclude Lorenzetti- da via Tecchioni, come durante l'emergenza del marzo 2013, ovvero da Massa. Oppure da via Lenzetti ma, ricordo sempre, con molta cautela». Secondo gli ultimi aggiornamenti dell'ufficio di protezione civile ci sarebbero problemi anche sopra a Corsanico, precisamente a Cerreto sempre per smottamenti e il comune ha deciso di chiudere un'altra arteria montana, via Tombara per problemi di sicurezza. I volontari della ProCiv, dopo l'intervento lampo nella notte tra venerdì e sabato, continueranno invece a monitorare il fronte del lago di Porta da cui si è staccato un pezzo di argine e infine si tiene sotto controllo anche il Fescione, nella parte verso mare, dove di consueto si creano allagamenti.

Manuela D’Angelo

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