La manifestazione
La denuncia: caos e disservizi alle Poste a Marina
Lamentele di un cittadino: «Mi hanno sostituito il conto in “Banco posta più” e sono in contenzioso con Roma»
CARRARA. Un cittadino, Luca Volpi, descrive alcuni episodi che lo hanno visto protagonista «insieme a molte altre persone riguardo disservizi presso l’ufficio postale di Marina di Carrara». «L’altra mattina alle 8,45 - scrive - sono entrato in ufficio per poter effettuare delle raccomandate, prendo il numero ralativo al servizio riservato ai correntisti e attendo. Premetto che al lavoro erano in 3 dipendenti, mentre una quarta, seduta al suo posto svolgeva altre funzioni. Al mio turno dopo dieci minuti la signora addetta, mi invita a cambiare numero e sportello in quanto il suo non è abilitato al servizio richiesto. Stupito, essendo un correntista ed essendo sempre stato esortato dagli addetti a prendere sempre quel tipo di biglietto, quindi con precedenza, prendo un altro numero, quello specifico per le raccomandate e pacchi. Ho dinanzi una sola persona, un ragazzo che deve spedire 3 pacchi. Tra problemi legati al peso di uno di essi e tante tante perdite di tempo tra la postazione a sedere e il retro ufficio dell’impiegata arriviamo a fine transazione alle 9,25, 40 minuti che nessuno mi pagherà mai. Tutto mentre regnava il caos e il mormorio generale per le precedenze sui numeri e code interminabili dovuti al servizio caotico». E aggiunge: «Ho deciso di scrivere in quanto questo non è il primo episodio che mi vede protagonista, poco tempo fa una dipendente dapprima in servizio su Avenza e successivamente trasferita a Marina di Carrara mi ha contattato a casa per l’aggiornamento anagrafico e ha provveduto a sostituirmi il conto corrente da banco posta a “banco posta più” senza che io fossi cosciente della cosa. “Non si preoccupi le aggiorno solo i dati”, ricordo benissimo queste parole, ogni volta che la cercavo si faceva negare, anche dinanzi ai colleghi, persone di cui mi fidavo perché conoscevo molto bene e che se ne sono altamente fregati di risolvere il caso. Ho tuttora in corso un contenzioso per la vicenda con la sede di Roma alla quale ho inviato svariate raccomandate e stanno analizzando i fatti. E ho scoperto di non essere il solo. Questo modus operandi non è di certo un bel biglietto da visita di poste italiane del 2014 che piuttosto di pensare a offrire servizi sempre più aggiornati per cui nasce (con professionalità e trasparenza) pensano a vendere libri, ricettari, dischi di musica e chi più ne ha più ne metta trascurando il servizio. Poi magari se vai e chiedi una decina di francobolli ti viene offerto un bel puzzle grande come mezza busta con la foto della repubblica di San Marino come avvenuto la stessa mattina ad un signore che discuteva con la direttrice e la colla per attaccarli come si faceva una volta. Il signore lamentava il fatto che nessun Tabacchi della zona di Marina e Avenza fossero in possesso di francobolli (da tempo!)e che fosse necessario recarsi alle poste per ritirarli. Ma le aziende che devono fare centinaia di spedizioni come fanno ad andare alle poste, perdere ore di lavoro e ritrovarsi a ritagliare dei francobolli fatti a puzzle tutti da da incollare? Chi paga, questo disservizio? Forse la repubblica di San Marino?», si chiede Luca Volpi.
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