Il Tirreno

Fontia, va a fuoco la centralina Enel: blackout di ore

Il disagio denunciato dal Comitato Vivere Fontia: «E pensare che da tempo avevamo segnalato la copertura precaria»

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CARRARA. La scorsa sera verso le 21 la centralina Enel nel paese di Fontia ha preso fuoco a causa di infiltrazioni di acqua. L’interruzione dell’energia elettrica è proseguita per diverse ore.

La segnalazione arriva dal Comitato Vivere Fontia. Da tempo - scrive il Comitato - «Era stato fatto presente che il tetto della centralina aveva la copertura insufficiente a causa del distacco della carta catramata che ricopre la parte superiore della struttura. Ora a forza di piogge si è arrivati all'epilogo. Sono intervenuti, prima i vigili del fuoco, ed in seguito una squadra Enel che nella nottata ha riparato il danno. È stato necessario interrompere l'elettricità che da Fossola porta a Fontia. La popolazione carrarese avrá notato - commenta il Comitato - che certe emittenti radio televisivi non funzionavano. Queste sono cose che francamente ci disgustano, perchè a fronte di segnalazioni sul problema, fatte anche personalmente al primo cittadino, ci si chiede che senso ha cercare di agevolare le istituzioni nel proprio lavoro aiutandole nel monitoraggio territoriale per poi avere questi risultati? Le persone si muovono per senso civico, ma la domanda è questa: fortunatamente è stato solo un disagio, ma se ci fosse stata qualche situazione di vita o di morte, si poteva restare senza corrente elettrica perché una cosa più volte segnalata non è stata oggetto di intervento? Dal punto di vista economico, chi ripaga i vari ristoranti che si sono ritrovati al buio ed hanno dovuto mandare via i clienti perchè non potevano più accendere forni, affettatrici ecc.? Questi sono i problemi che poi creano i veri disagi. Perchè la telefonata per avvisare la popolazione di forti precipitazioni in arrivo è diventata una routine, ma cercare di risolvere i reali pericoli no».

Altri problemi. «Giá in settimana nella strada interna al paese è crollato un muro, e non è il primo. La strada provinciale, manca più poco ormai e poi verrá giù anche quella. Il crollo dell'alluvione del 2012 non è stato ancora riparato, mentre a valle i soldi si son trovati subito. Che senso ha pagare la tassa sulla bonifica dei canali, se poi la realtá è questa? Dal punto di vista della situazione dei ripetitori, siamo in attesa che il Comune convochi un tavolo tecnico per discutere la cosa. Siamo giá stati ascoltati dalla regione, e l'evolversi della situazione dipende dal comune. Visto che si chiedono soldi ai cittadini, perchè il comune di Camaiore ha fatto multe totali per 38.000 euro in quel di Pedona ai vari emittenti, e da noi nonostante le nostre segnalazioni non si è ancora mosso niente e le multe sarebbero superiori per importo? Perchè la macchina istituzionale viaggia come una lumaca ed è sempre a dibattere delle solite cose e non ci si porta avanti su questi temi che sono giá legiferati e quindi più fattibili?».

Il Comitato rivolge «Un ultimo pensiero alla Chiesa, sempre pronta a fare del buonismo di facciata, poi la realtá è che Santa Lucia è stata svenduta agli impianti radio televisivi proprio dalla chiesa. Basti pensare che la celeberrima trasmissione Colpo Grosso di Italia 7 veniva trasmessa direttamente da un impianto installato all'interno del campanile della chiesa. La casa canonica e la chiesa nel centro del paese stanno crollando sotto i nostri occhi e di interventi non se ne vedono, nonostante siano chiuse da tempo e la messa in sicurezza non si vede ancora. L’unico prete è quello di Fossola che viene la domenica mattina a dire la messa alle 9 a Santa Lucia. Le tradizionali messe di Natale e Pasqua sono ormai un ricordo come le foto in bianco e nero. Vescovo vi rendete conto che avete messo in liquidazione la nostra comunità? Eravamo una delle parrocchie più ricche di tutto il territorio apuano, con terreni che si estendevano fino a Fossone e che puntualmente sono stati monetizzati. Unica cosa confortante è che qualche bimbo continua a nascere quassù, ma senza la presenza delle istituzioni e della Chiesa, che senso di appartenenza e cura del territorio gli si vuole insegnare? Se qualcuno ci vuol dare delle risposte concrete noi siamo pronti a riceverle, anche perchè abbiamo bussato a tutte le porte e siamo ancora al citofono ad aspettare che qualcuno ci apra», conclude amaramente il comitato.

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