Sicurezza
Corona di fiori gettata nel torrente
TRESANA. Il Comune di Tresana non dimentica la tragedia dello scoppio del matanodotto in località Mulino accaduto il 18 gennaio 2012. Ci furono una vittima, undici feriti e danni alle abitazioni. Fu...
TRESANA. Il Comune di Tresana non dimentica la tragedia dello scoppio del matanodotto in località Mulino accaduto il 18 gennaio 2012. Ci furono una vittima, undici feriti e danni alle abitazioni. Fu un incubo.
Ma al gesto commemorativo, compiuto ieri dall’amministrazione comunale, della deposizione di una corona nel luogo dove ci fu la vittima, ha fatto seguito un gesto di spregio. Qualcuno, rimasto ignoto, ha gettato la corona nel vicino torrente. Il sindaco Oriano Valenti condanna l’accaduto.
«Il fatto è accaduto fra le ore 12 e le 14. I pratica dopo la cerimonia commemorativa e il momento in cui alcuni abitanti della zona si sono accorti di cosa era accaduto ed hanno subito avvisato il primo cittadino di Tresana.
«L’anno scorso per il primo anniversario della tragedia, dopo un paio di giorni la corona sparì- Non ci demmo molta importanza pensando che l’avesse fatta volare una raffica di vento. Questa volta la corona l’abbiamo aggangiata sul luogo dove l’abbiamo deposta. Qualcuno l’ha tolta e buttata nel torrente. Un fatto increscioso, un gesto ignobile. Sono indignato, come gli abitanit che me l’hanno segnalato. Un dano morale, perché quella corona era lì per ricordare nella ricorrenza del secondo anniversario dello scoppio del matanodotto, che c’è stata anche una vittima: un giovane di ventidue anni».
Si trattò dell’ operaio bulgaro Geoge Dimitrov, che morì dopo quasi un mese di agonia presso il centro grandi ustionati del Sant'Eugenio di Roma. La vampata omicida, bruciò tutto nel raggio di duecento metri, aggredendo case e fienili, ustionando persone. Una ferita ancora aperta. E vertenze ancora aperte con la Snam.
«Ci furono undici feriti oltre agli ingenti danni causati dallo scoppio nella zona», ricorda Valenti. Ieri il sindaco i assieme agli assessori Elisabetta Malpezzi, Betti e a Pier Luigi Galeazzi, avevano deposto il cuscino di fiori sul luogo in cui si verificò l'esplosione.
«Non faccio denunce – dice il sindaco – esprimo solo un grande sdegno a nome di tutta l’amministrazione comunale, che vuole stigmatizzare il gesto».(c.car.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
