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ammortizzatori sociali

Contratti di solidarietà La Cgil: facciamone di più

MASSA. Contratti di solidarietà, la Cgil lancia l’allarme. Sono soltanto due le aziende massesi che vi hanno fatto ricorso (anche se la misura coinvolge quasi 300 i lavoratori), mentre secondo il...

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MASSA. Contratti di solidarietà, la Cgil lancia l’allarme. Sono soltanto due le aziende massesi che vi hanno fatto ricorso (anche se la misura coinvolge quasi 300 i lavoratori), mentre secondo il sindacato dovrebbe essere estesa ad altre realtà.

I contratti di solidarietà, in pratica sono un’alternativa alla cassa integrazione o al licenziamento: l’azienda in crisi diminuisce l’orario di lavoro e la retribuzione dei dipendenti, i quali, in cambio, mantengono il posto di lavoro. Un ammortizzatore sociale, insomma (una parte del salario viene coperta dallo Stato), che garantisce l’occupazione. E per questo piace alla Cgil.

Ma i contratti di solidarietà faticano ancora ad essere utilizzati e accettati dalle aziende, piccole o grandi, della nostra zona, anche a causa, secondo i sindacati, di una diffidenza e chiusura da parte degli imprenditori verso questa misura. Sono solo due, infatti, le imprese che hanno accettato di attivare i contratti di solidarietà. Una è il Carrefour di Massa e coinvolge 250 dei 300 lavoratori del supermercato apuano: in pratica tutto il personale ad esclusione dei quadri e dei responsabili. La “solidarietà” è partita il 1° gennaio 2012 e quindi si trova adesso alla scadenza naturale dei 24 mesi previsti dalla prestazione. Secondo la Filcams Cgil il passo successivo è una proroga del contratto: «Abbiamo incontrato l'azienda – spiega il responsabile sindacale Stefano Nicoli – a fine anno, ci aveva convocato perchè il settore supermercati andava male, ora attendiamo l'esito del natale e delle festività. L'intenzione è quella di un rinnovo di altri 24 mesi del contratto, ma si dovrà attendere l'incontro con l'azienda previsto nei prossimi giorni».

L’altra azienda che ha scelto questo ammortizzatore è la Rational Srl. con sede in via Catagnina impresa che produce mobili per ufficio e componenti per lavanderie. Anche per i 24 lavoratori della Rational Srl è scattato il contratto di solidarietà con formula massima: 24 mesi. Una misura che ha permesso di evitare un esubero di dieci posti di lavoro. «Il contratto è stato richiesto a metà dell'anno scorso e finalmente è stato attivato a fine anno – spiega Luisa Pietrini della Fiom Cgil – come sindacato è lo strumento che noi preferiamo perchè permette ai lavoratori di rimanere alle proprie mansione attraverso una redistribuzione del lavoro, nessuno rimane a casa a zero ore ma tutti lavorano con una percentuale di orario di lavoro, e nella crisi in cui ci troviamo è un'opportunità».

Ma la Fiom va oltre e punta a a concordare con le aziende dei contratti di tipo “espansivo” anzichè solamente “difensivo”. L’idea, cioè, è di utilizzare la formula del contratto di solidarietà non solo per difendere i posti di lavoro ed evitare la riduzione del personale, ma anche per portare – attraverso una programmata riduzione delle ore lavorative e della retribuzione – un'ampliamento dell'organico. Per ora però tutto è fermo. E se i sindacati incontrano difficoltà ad attivare queste forme di sostegno, la scelta del governo di ridurre la copertura dei contratti di solidarietà dal 20% al 10% (come indicato all'interno della legge di stabilità) contribuisce a far crescere l'utilizzo della cassa integrazione, misura ampiamente usata dalle imprese locali.

Alessio Profetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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