Sicurezza
Cinque in famiglia e niente stipendio il dramma Syntech in tv
Su RaiUno la storia di uno dei 45 dipendenti dell’azienda da agosto senza lavoro e anche senza Cassa integrazione
MASSA - Dalla piazza davanti al teatro Guglielmi dove hanno protestato con mogli e figli, agli schermi di RaiUno, per raccontare il dramma di chi perde lavoro e stipendio. Va in scena su “Le amiche del sabato”, talk show-contenitore della rete ammiraglia della Rai (che va in onda, appunto, il sabato, di pomeriggio), la vertenza Syntech, la fabbrica di mobili per ufficio del gruppo Estel che ha chiuso i battenti, mettendo in mobilità 45 dipendenti.
Le telecamere della tv di Stato sono andate a Marina di Carrara, nella casa di Nicola Fardi, uno dei lavoratori dell’azienda massese. Fardi ha tre figli (la più piccola di soli 13 mesi; gli altri di 6 e 11 anni), una moglie, Sonia, laureata all’Accademia di Belle arti ma disoccupata, tante tasse e imposte da pagare. E zero stipendio. Un “simbolo”, insomma, della devastazione sociale prodotta dalla crisi del lavoro. Con lui, in collegamento con lo studio della trasmissione condotta da Lorella Landi, anche Raffaele Angelino, delegato Rsu e “anima” della protesta dei lavoratori Syntech.
Il collegamento è stato breve, una manciata di secondi, appena il tempo di illustrare quanto è difficile tirare avanti quando si perde l’impiego, di mostrare la cartella Tares che chiede 193 euro per il servizio di spazzatura e poi sono andati i titoli di coda. «Sì, poco tempo, ma per noi va bene così. Cercavamo visibilità e l’abbiamo ottenuta. E quel che dovevamo dire lo abbiamo detto. Il passaggio in Rai non è certo un punto di arrivo della nostra lotta, semmai un punto di partenza per farci sentire meglio e di più dalle istituzioni», dice Angelino.
I 45 dipendenti dell’azienda sono dall’agosto scorso senza alcuna retribuzione. Il sussidio di Cassa integrazione straordinaria si è arenato fra Roma (ministero), Provincia e Inps per ragioni burocratiche (pare che sia stato fatto un errore nella stesura della domanda). Il decreto per il rinnovo della Cig, dice in proposito il delegato sindacale, è stato firmato dal governo e ora deve passare dall’Inps. «Si tratta di pazientare ancora un po’, poi dovrebbero arrivare i soldi. Ma il vero problema non è questo: è che non ci sono prospettive di re-industrializzazione, nonostante la nostra azienda sia appetibile per i suoi vantaggi logistici e strutturali. Per questo continiamo la mobilitazione. Anche in tv», dice ancora Angelino.
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