Sicurezza
Un padiglione per l’Opa vicino all’ospedale unico
Si punta a vuotare Montepepe e ad inglobare l’attività della Monasterio Il chirurgo Mattia Glauber lascia la direzione della cardiochirurgia
MASSA. Dove va la sanità di casa nostra? Ecco alcuni indizi, con segnali contrastanti, aspettando che la Regione dica l’ultima, attesa, parola..
Primo. Mattia Glauber, lascia la cardiochirurgia per adulti della Fondazione Monasterio, l’Ospedale del cuore Pasquinucci. Il medico dalle mani d’oro ha accettato l’offerta dell’Umanitas di Milano. Intervistato da Repubblica, il chirurgo non svela se la decisione è legata ad un’occasione, prestigiosa, di lavoro vicino a casa (lui è lombardo) o se è legata al fatto che è saltato il progetto annunciato dall’assessore regionale alla sanità Luigi Marroni, di accorpare a Massa la cardiochirurgia di Pisa. Con Glauber capo, s’intende.
L’Università pisana ha mostrato anche stavolta i denti e la sua forza politica. No al progetto di accorpamento anche perchè, guarda caso, i dati sulla mortalità degli interventi di sostituzione delle valvole che di quelli per il by-pass letti meglio, non sarebbero così male.
Via Glauber, un duro colpo per la qualità della sanità toscana e ovviamente apuana. Il via anche ad un processo sulla cardiochirurgia per adulti al contrario: ovvero con Pisa a farla da padrone?
Due. L’ultima sull’Opa l’ha detta Maurizio Del Maso, direttore sanitario dell’Asl Massa Carrara ad un incontro organizzato dal Rotary. «Abbiamo dato incarico alla ditta che sta costruendo l’ospedale unico di viale Mattei per realizzare un padiglione dove trasferire l’attività di Montepepe e così salvaguardare anche gli interventi di cardiochirurgia infantile».Dunque, pur di non lasciare il materno infantile a Montepepe, si investiranno altri milioni su viale Mattei per trasferirci le attività della Fondazione Monasterio. E chiudere, di fatto, Montepepe e farne, tanto per cambiare, un bel condominio. Ma di fronte a questo scenario - tutta da vedere la questione delle autonomie - la Fondazione come reagirà? E, in ogni caso, non è che come Glauber altri mani d’oro se ne andranno?
Del Maso ha messo sul piatto ragioni tecniche, mediche ed anche economiche. «Abbiamo un contratto con la ditta costruttrice che senza il materno infantile perderebbe notevoli entrate dovuto al flusso di visite legato agli 1800 parti all’anno». Ovvero parcheggi, regali e consumi (dentro l’ospedale ci saranno negozi). Del Maso garantisce che è possibile non solo continuare l’attività sui parti con feti a rischio cardiologico ma dare un migliore servizio complessivo a mamme e bimbi a partire dal pronto soccorso pediatrico.
Tre. Mentre l’Asl pensa ad un nuovo padiglione per la Monasterio vicino all’ospedale unico nel bilancio dell’Asl mancano 29 milioni promessi dalla Regione per i distretti di Massa, Aulla , Carrara e per altri interventi necessari per il trasferimento di alcuni reparti in viale Mattei. La Regione, interpellata dai sindaci, avrebbe garantito comunque gli interventi previsti nell’accordo di programma.
Quattro. Recentemente il Meyer di Firenze, altra eccellenza in campo infantile, ha investito 12 milioni per comprare i locali di un immobile vicino. Un piano di espansione che per ora sembrerebbe legato solo agli uffici e non alla realizzazione di quel reparto materno infantile ora dislocato a Careggi che servirebbe per uguagliare l’Opa.
Quattro tasselli di un puzzle in mano alla Regione .
Aronne Angelici
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