Il Tirreno

Super albergo alla Turimar: progetto ibernato, non cancellato

Super albergo alla Turimar: progetto ibernato, non cancellato

Il complesso delle ex colonie Torino e Olivetti è in vendita, ma la holding Bogazzi-Red Graniti ci crede ancora e attende il Regolamento urbanistico. «Pardini: certo che si è persa un’occasione»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Riposto in un cassetto ma non gettato nel cestino: il maxi piano firmato Asi (leggi gruppo Bogazzi e Red Graniti-Conti) per trasformare le ex colonie Olivetti e Torino in un complesso alberghiero “di qualità” – con un 25% delle volumetrie riconvertite in edilizia privata – è congelato, ibernato, ma ancora “vivo”. Lo annuncia Achille Pardini, ex presidente della società Turimar e amministratore unico di Asi, la holding del gruppo. Pardini ha da alcuni mesi, dopo 58 anni di lavoro, lasciato gli incarichi “in famiglia”: alla figlia Teresa. Ma è ancora informatissimo sullo stato dell’arte del progetto da 40 milioni di euro che doveva cambiare il volto della Turimar. «Certo – dice – la grande occasione è stata persa, come spesso accade su questo territorio: noi avevamo presentato un progetto che prevedeva investimenti per 40 milioni. Abbiamo chiesto alla politica, agli amministratori di darci risposte rapide. Non sono arrivate. E per questo abbiamo deciso di mollare e di mettere in vendita il complesso».

La vicenda è nota. Nell’aprile 2012 Turimar presenta il progetto: albergo, sala convegni. appartamenti con piscina e vista mare al posto dell’ostello. La speranza è che tramite una “variante anticipatrice”, l’amministrazione Pucci dia il via libera urbanistico all’operazione prima dell’approvazione del Piano strutturale. Non succede: il Piano strutturale si incaglia tra le osservazioni di Regione e Provincia e le barricate del Pd che parla di “favori ai soliti noti” (ma Bogazzi e la famiglia Conti non erano vicini ai Democratici?) e di “colate di cemento”. Arrivano le elezioni, Volpi si insedia e poco dopo, il giugno scorso, è lo stesso Pardini ad annunciare che del progetto non se ne farà nulla e che la holding Asi intende mettere sul mercato le ex colonie di sua proprietà: la Torino con annessa la Olivetti (Turimar) ma anche la Ettore Motta, su cui Asi pensava di realizzare un grande centro sanitario-riabilitativo.

Ad oggi, però, acquirenti all’orizzonte non se ne sono visti – il che era abbastanza prevedibile, vista la grande depressione dell’economia italiana – e il progetto turistico-alberghiero di Asi resta un’opzione in campo. Dice Pardini: «L’amministrazione comunale di Massa dovrebbe varare tra breve il Regolamento urbanistico, leggiamo che il criterio è di un recupero complessivo delle ex colonie di Partaccia ma anche che il 25% riservato al residenziale sarebbe ancora previsto. Bene, vediamo se ci saranno le condizioni per riprendere il nostro progetto. Ma non ci facciamo illusioni, anche perchè, oltre alle incertezze e lentezze delle normative urbanistiche, registriamo anche una diffusa ostilità nei confronti di chi vuole investire sul territorio». Di sicuro, aggiunge, «le condizioni sono cambiate: investire di questi tempi è ben più difficile e se lo faremo sarà in partnership con un partner capace di proiettare il progetto su un circuito turistico internazionale, come del resto pensavamo all’inizio. E, di sicuro, ci immaginiamo che l’esigenza di un intervento unitario sulle colonie sia considerata un criterio generale, non un’imposizione sulle strategie di un privato sulla sua proprietà».

Intanto, il complesso Turimar “vivacchia”. Alla base del progetto della sua proprietà di trasformarlo in un albergo a quattro stelle con vocazione “internazionale” c’era anche la constatazione che la formula low cost dell’ostello non era più redditizia. Ma, in attesa di evoluzioni della vicenda è stato deciso (vedi anche box) di mantenere funzionante la struttura, anche se in forma ridotta rispetto al passato. E anche l’altra funzione di Turimar, quella di fornire, in convenzione con il Comune, un alloggio per chi resta senza casa (per calamità naturali o per problemi sociali) è stata mantenuta. Anche se solo fino a fine febbraio, quando la convenzione scadrà. Il sogno del super albergo, invece, resta nel cassetto.

Claudio Figaia

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa