Sicurezza
Molestie alle pazienti, medico sospeso
La Corte di Cassazione respinge il ricorso: per due mesi il professionista non può visitare
MASSA. Loro, spaventate per un dolore al seno, gli chiedevano professionalità e competenza, lui - almeno stando alle accuse - coglieva l’occasione per molestale.
Ora quel medico è costretto ad appendere il camice al chiodo: per due mesi non visiterà le pazienti. Non potrà farlo da libero professionista, non potrà farlo all’interno di una struttura pubblica. Nè potrà prestare servizio per associazioni. Insomma sospeso dall’esercizio della professione. Una misura cautelare richiesta dal pubblico ministero Alessandra Conforti e notificata ieri mattina al medico. Quella richiesta, a dire il vero, il pm l’ha avanzata mesi fa e il riesame di Genova l’ha concessa. Il legale del professionista, però, ha presentato ricorso davanti alla Corte di Cassazione e quello stop alla professione è rimasto, per così dire, “congelato”. Ieri la Suprema Corte si pronuncia e dice sì alla richiesta di Alessandra Conforti.
Il medico, quindi, è a piede libero (il gip non ha accolto la richiesta dei domiciliari), ma in studio per due mesi non può entrare. Poi, a febbraio al giudice dell’udienza preliminare toccherà decidere se mandare a processo il professionista per un episodio, sempre di molestie, precedente, però, a quelli emersi negli ultimi mesi. È agosto, infatti, quando una trentenne si presenta ai carabinieri e denuncia un medico: ha un dolore sospetto al seno, teme il peggio e si rivolge ad un professionista, seppur non specializzato in senologia, che presta servizio anche gratuitamente, per un’associazione senza scopo di lucro. Si occupa, insomma, di screening, nel segno della prevenzione, è un 51enne di origine spezzina, ma esercita anche a Massa e in Lunigiana.
La giovane donna ai militari racconta di iniziali apprezzamenti, poi il professionista - riferisce - “si allarga”: tocca e avvicina la bocca al seno. Atteggiamenti inquivocabili. Lei se ne va dall’ambulatorio imbarazzata, ma riferisce l’accaduto a fidanzato e genitori e decide di denunciare.
A quel punto gli inquirenti, con il sospetto che l’episodio non sia isolato, rendono pubblica la vicenda. E, in effetti, altre pazienti si fanno avanti.
Alla prima denuncia ne seguono altre sei, tutte di giovani donne, sui trent’anni. Un paio di loro riferisce anche di aver ricevuto sms compromettenti.
E nei giorni scorsi altre quattro donne si fanno avanti e si presentano alla Plava per raccontare di aver subito molestie dallo stesso medico, durante le visite.
Ieri la decisione della Corte di Cassazione con la sospensione dall’esercizio della professione: niente visite per due mesi. In attesa della decisione del gip sul processo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
