Attenzione
Fiumi e canali fanno paura E il Candia frana ancora
Smottamento lungo via Castagnara, pompe e idrovore in azione sul litorale La pioggia lacera i teli protettivi a Casette, ma il versante regge la prova
MASSA. I nasi schiacciati contro il vetro. Una speranza - quella che la pioggia conceda una tregua- e un timore: che nel caso quella tregua non arrivi siano dolori. Perché questo territorio conosce bene la propria fragilità ed ha paura. La complessa macchina della protezione civile si mette in moto: non c’è un angolo che sia esente dai rischi, dal litorale, alle pendici delle Apuane. Anche se le montagne, seppur a fatica, reggono e canali e fossi non abbandonano l’alveo.
Interventi sul litorale. Forse - e l’ipotesi non è da escludere - la paura supera i rischi, ma nessuno se la sente di abbandonare la logica “meglio prevenire che curare”. Così il Comune fa il possibile per evitare allagamenti ed esondazioni: sul Calatella sono accesi i motori di tre pompe, 4 sono in azione sul tratto Calatella a mare. A dare una mano al Brugiano e al Lavello perché riescano al meglio a scaricare ci pensano le idrovore. A Ricortola l’impianto di sollevamento realizzato recentemente alleggerisce il carico sulle fognature bianche. Certo dove le fognature non ci sono, come in via Chiesina del Casone, servono le galosce. Allagato qualche terreno anche in quel di Marina, Ronchi e Poveromo.
A Cinquale, poco distante dal cavalcavia, i tecnici del Comune riaprono una canaletta e aiutano le acque a raggiungere la loro naturale cassa di espansione, insomma il luogo in cui - se l’uomo non ci avesse messo del suo - finirebbero spontaneamente.
Smottamento in Candia. Sotto continuo monitoraggio il Candia. Lungo via Castagnara, all’altezza del fosso della Taglia, il versante collinare cede. Poco distante un’abitazione che non è comunque - almeno secondo i tecnici - a rischio. I residenti raggiungono casa da un altro accesso.
La frana sarà rimossa dopo l’ondata di maltempo: non è escluso, infatti, che altro materiale si depositi in strada, trascinato dall’acqua.
Sotto controllo Casette. La pioggia, seppur ad intermittenza, continua a scendere e nella lista dei luoghi che non possono mai essere persi di vista, neanche per un secondo, c’è il paese di Casette. La frana dei giorni scorsi ha messo a dura prova il versante. Vento ed acqua sono riusciti a lacerare i teli di protezione ma fortunatamente quelle lacerazioni si sono aperte proprio sopra la roccia e non i prossimità di accumuli di terra.
Il Frigido fa paura. Nessuna situazione di emergenza, quindi ma i massesi rimangono con il fiato sospeso e gli occhi puntati verso fiumi e canali. Alto anche il livello del Frigido. Del resto le acque scorrono con difficoltà, costrette allo slalom tra i detriti. Il materiale depositato alza il fondale e riduce, quindi, l’efficacia degli argini modificandone la fisionomia. Dalla fine degli anni ’90, il Frigido non vede un dragaggio. Il tratto finale del fiume è in area Sin (sito di interesse nazion«le) e anche spostare un sasso richiede complesse procedure e lunghi iter di autorizzazione. Adesso, con il passaggio di competenze alla Regione, tutto potrebbe semplificarsi. Una bella boccata d’ossigeno per il reticolo idrografico e per i massesi.
Chiara Sillicani
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