Il dolore
Cjmeco, l’impegno dell’assessore regionale
Anche la Bramerini concorda sulla necessità di intervenire, intanto sono stati cambiati i lucchetti
AULLA. Esattamente un mese fa un nuovo rogo interessò la discarica ex Cjmeco alle porte della frazione aullese di Pallerone. Invece, è notizia di queste ore che i lucchetti che chiudono l'accesso alla mega discarica sono stati cambiati e le chiavi sono in possesso esclusivamente dei Carabinieri e del Comune di Aulla.
Evenienza che autorizza a pensare che, forse, un po’ troppe chiavi circolavano in precedenza, anche se creare varchi nelle recinzioni che delimitano l'area deve essere tutto fuorchè un'impresa. Ma torniamo a metà dicembre. Infatti, pochi giorni prima del nuovo rogo, il circolo bassa Lunigiana di Rifondazione Comunista lanciò l'allarme sui rischi di incendio nell'area, invitando il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, a visitare la discarica da oltre dieci anni al centro di polemiche, diventata per un giorno, il pomeriggio di lunedì 16 dicembre, più somigliante alla tristemente famosa "terra dei fuochi" in Campania che alla Lunigiana. E lo stesso Rossi rispose per email a Federico Agostini, che del circolo bassa Lunigiana di Rc e del costituendo gruppo "Sinistra per la Lunigiana" è uno dei principali esponenti. Ora a rispondere sempre ad Agostini è l'assessore regionale all'ambiente, Anna Rita Bramerini, la quale non esita a denire la situazione "assai scoraggiante" e ricostruisce la vicenda tornando indietro nel tempo fino al 1997 per arrivare ai giorni nostri. «Oggi, anche a seguito del recente incendio del dicembre 2013, ci risulta che da parte del Comune di Aulla - sottolinea Bramerini - si intenda emettere una nuova ordinanza nei confronti del Demanio (ente proprietario dell'area ex Cjmeco ndc) per la rimozione dei rifiuti. Contestualmente dovrebbe essere anche assicurata una costante vigilanza dell’area per scongiurare atti vandalici, in un contesto di degrado che si trascina da troppi anni. In conclusione, non possiamo che concordare sulla necessità di intervenire con la massima urgenza. Pur in un periodo di scarse risorse pubbliche a disposizione, ritengo sia doveroso, da parte di tutti gli enti e sicuramente anche da parte regionale, attivare ogni risorsa e promuovere ogni possibile accordo, sia con soggetti pubblici che privati, per individuare la soluzione. Rimaniamo a disposizione delle autorità locali per un eventuale incontro sull’argomento», conclude l'assessore all'ambiente della Regione Toscana. Doveroso raccogliere un commento a caldo proprio di Agostini: «Questa iniziativa è nata da una discussione interna a Rifondazione Comunista e ai Comunisti Italiani, ma deve diventare una iniziativa di tutta la cittadinanza, non essere, quindi, motivo di lotta politica, ma di sicurezza pubblica. Per questo, nei prossimi giorni, ci rapporteremo con comitati e forze politiche, in particolare cercheremo un dialogo con il comitato che si oppone alla centrale a biomasse di Novoleto, in modo da impedire che vengano impiantate mega centrali in Lunigiana».
Gianluca Uberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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