Finanza
Aumenti Irpef, busta paga più magra
Stipendi ridotti anche di 500 euro annui e a rimetterci sono anche i pensionati. Ma a Massa le aliquote sono le più basse
MASSA. A fine mese i contribuenti toscani, insieme alla busta paga, riceveranno una brutta sorpresa. Dal 1° gennaio, infatti, sono entrate in vigore le nuove aliquote dell’addizionale regionale Irpef – l’imposta sul reddito delle persone fisiche – che rispetto al 2013 sono state ritoccate all’insù.
Anche nella provincia di Massa Carrara, nei prossimi cedolini, le trattenute fiscali avranno un valore percentuale più alto rispetto all’anno scorso. Questo vale sia per i lavoratori che per i pensionati. A seconda dello stipendio o dell’assegno incassato le tasse regionali aumentano dallo 0,19 allo 0,5% (come evidenziato nella tabella più piccola). Per chi guadagna 12mila euro lordi l’anno – tolti i contributi previdenziali – ogni mese le tasse saranno maggiori di 2 euro, mentre per chi ne percepisce 100mila, a dicembre, la differenza con il 2013 sarà di 500 euro.
E via via a crescere in proporzione con la busta paga. Le variazioni apportate dalla Regione valgono per tutti i comuni, ma l’importo da pagare – a parità di reddito – può variare di qualche decina di euro in base alle decisioni prese dalle amministrazioni municipali, che a loro volta possono richiedere ai residenti una piccola percentuale di tasse.
Per il 2014 – a livello strettamente locale – non sono state annunciate variazioni e, se avverranno ad anno in corso, a dicembre ci sarà il conguaglio. La quota incassata dagli enti locali, in ogni caso, non supera mai lo 0,8% e si aggiunge al più corposo introito statale, che varia dal 23 al 43% del reddito imponibile e si applica in maniera progressiva.
Dall’Irpef si possono dedurre una serie di spese, fra cui parte di quelle mediche e sportive o di quelle relative alle ristrutturazioni edilizie.
E c’è anche chi è totalmente esente dall’imposta, come i lavoratori dipendenti che prendono meno di 8mila euro all’anno o i pensionati con un assegno inferiore ai 7.500. Loro, ovviamente, non pagano nemmeno le addizionali locali.
Ad Aulla (dove l’esenzione del balzello locale scatta sotto gli 8mila euro lordi annui), Fivizzano e Montignoso – dove l’esonero è riservato alle buste paga inferiori ai 12mila – l’aliquota è la più alta possibile per tutte le fasce di reddito: lo 0,8%. Questo valore si aggiunge alle trattenute statali e regionali e fa sì che per uno stipendio di 55mila euro il totale da pagare al Fisco ammonti a 10.488 euro.
Più che a Massa, che dei sei maggiori comuni della provincia è quello dove mediamente si paga meno (come si evince dalla tabella). Man mano che cresce lo stipendio annuo, ovunque, le tasse si fanno più pesanti.
Lo sa bene chi guadagna più di 75mila lordi. Per questa fascia di reddito le aliquote, nei casi da noi analizzati, sono al massimo – è così anche in tutta la Versilia – ma a Massa i più ricchi possono risparmiare qualcosa.
Qui, infatti, l’amministrazione preleva ogni mese lo 0,7% sull’imponibile, mentre a Montignoso in due anni è cambiato tutto. Fino al 2010, infatti, l’addizionale non esisteva. Poi, timidamente, è stata introdotta allo 0,2% con esenzione sotto i 15mila euro.
L’anno scorso, invece, l’aumento è stato pesante e l’efficacia delle tasse aumentava in modo consistente mano a mano che cresceva lo stipendio. L’aliquota massima dello 0,8%, ad esempio, interessava solo gli stipendi lordi sopra i 75mila euro annui.
Dall’anno scorso, però, vale per tutti. La decisione è stata presa dalla giunta lo scorso 28 novembre e, alla fine dell’anno scorso, i lavoratori e i pensionati residenti hanno dovuto pagare decine di euro in più con il conguaglio di fine anno. A Carrara, Anche a Pontremoli molto è cambiato.
Dal 2008 al 2012, nel comune della Lunigiana, c’era lo stesso regime di tassazione attualmente in vigore a Massa. Poi, nel corso del 2013, è partita la rincorsa all’aumento delle tasse.
Che prima sono state ritoccate leggermente verso l’alto – con tre scaglioni di reddito rispettivamente di 0,7, 0,75 e 0,8 punti percentuali – poi, a dicembre, le fasce sono diventate cinque e anche sopra i 28mila euro si paga quasi il massimo: lo 0,78% fino a 55mila e lo 0,79% fino a 75mila. Sopra quest’importo, come in tutti i comuni della zona fatta eccezione per Massa, l’aliquota è quella più alta, con un prelievo di 39.200 euro su uno stipendio annuo lordo di 100mila. Lo stesso vale per Carrara, dove c’è stato un aumento vertiginoso dal 2011 in avanti. Allora, infatti, le aliquote erano allo 0,3% per tutti.
Un lusso considerando la situazione che c’era altrove. Oggi, però, sopra i 15mila euro a Carrara scatta l’aliquota quasi massima, lo 0,7%. Poi, mano a mano che si scalano gli scaglioni di reddito, le trattenute raggiungono il picco dello 0,8%.
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