Attenzione
Ragoni: sono i costi della democrazia
Il presidente del consiglio e i 30mila euro rimborsati dal Comune a Gaia: «Ho rinunciato al cellulare»
CARRARA. Dopo l’articolo pubblicato dal nostro giornale sul rimborso da oltre 30mila euro che il Comune dovrà pagare a Gaia Spa per le assenze di Luca Ragoni, il presidente del consiglio replica - anche dai microfoni di Contatto Radio – Popolare Network (89.800 MH) - spiegando che la sua posizione è assolutamente legittima e che non si devono confondere costi della democrazia e costi della politica. «Anche il nostro comune ha ridotto ogni singola voce di spesa» ha aggiunto Ragoni, aggiungendo di aver rinunciato ormai da un anno al cellulare fornito dal municipio. «La legge prevede la possibilità di essere dipendente di un’azienda con una certa partecipazione da parte degli enti e di fare politica in uno di questi enti. Per il resto si devono tenere distinte le riflessioni sui costi della politica e sui costi della democrazia» si apre così la replica di Luca Ragoni, presidente del consiglio comunale di Carrara, all’articolo pubblicato dal nostro giornale in merito al rimborso che il municipio dovrà versare nelle casse di Gaia spa, per le assenze del suo dipendente. Ragoni, com’è noto, è inquadrato come dirigente dello staff direzione di Gaia e – secondo quanto riportato dal sito della stessa Spa – ha una retribuzione lorda di 76mila euro all’anno: essendosi assentato dalla spa per portare avanti le sue funzioni di presidente del consiglio comunale, secondo il decreto 267/2000, il comune dovrà dunque rimborsare Gaia di oltre 30 mila euro, per le assenze relative al 2012. Spese che, puntualizza Luca Ragoni, rientrano non nei costi della politica ma in quelli della democrazia: «Non bisogna confondere i costi della politica con quelli della democrazia» ha spiegato il presidente del consiglio comunale, raccontando che l’amministrazione carrarese «ha recepito il messaggio che con forza è arrivato negli ultimi tempi dai cittadini» e nel suo piccolo ha «cercato di ridurre ogni singola voce di spesa». Ragoni ha poi elencato alcuni dei provvedimenti presi dal municipio, dalla rinuncia all’acqua in bottiglia al taglio delle missioni: «Io stesso ho riconsegnato il cellulare del comune e da un anno uso solo il mio personale». E in merito al rimborso di 30mila euro a Gaia: «Come me tanti altri consiglieri e amministratori, lavorano come dipendenti e godono di permessi e di rimborsi per consentire che il datore di lavoro li mandi in comune» ha spiegato il presidente del consiglio che, in riferimento all’entità del rimborso – decisamente “superiore” a quella dei consiglieri comunali – ha replicato: «Se uno viene tanto in comune, viene tanto a lavorare per la cosa pubblica: un impegno che richiede tempo e continuità e non si fa’ con uno spot o uno slogan. Bisogna star qui delle ore e lavorare». E conclude: «Bisogna semmai studiare un modo per cui anche chi ha partita Iva, o altra attività, possa avere un indennizzo rispetto alla sua attività pubblica: altrimenti diventa quasi una discriminazione, perché non tutti possono dedicare tempo alla politica».
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