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Promotore ricattato Custodia cautelare per il muratore

Promotore ricattato Custodia cautelare per il muratore

MASSA. Ordinanza di custodia in carcere per Francesco Graziano, il muratore arrestato qualche settimana fa perché accusato di aver ricattato un promotore finanziario massese. Ad emetterla è stato il...

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MASSA. Ordinanza di custodia in carcere per Francesco Graziano, il muratore arrestato qualche settimana fa perché accusato di aver ricattato un promotore finanziario massese. Ad emetterla è stato il gip Antonia Aracri su richiesta del sostituto procuratore Alberto dello Iacono. Il giudice ha ritenuto necessaria, visto il soggetto, la detenzione. Il libero professionista si era rivolto alla squadra mobile dopo che aveva ricevuto una richiesta di centocinquantamila euro per tornare in possesso di uno smartphone che gli avevano rubato: nell’apparecchio teneva tutti i dati dei suoi clienti, comprese le coordinate bancarie del loro conto corrente. La sua paura è diventata panico dopo che gli avevano dato fuoco al portone del suo ufficio, che si trova nel centro di Massa, e dopo che lo avevano tempestato di messaggi in cui gli facevano i complimenti per la bella famiglia che aveva, con chiaro intento di mettergli pressione. Una storia, tra La Spezia e Massa, che vede nella parte della vittima il promotore finanziario e nella parte dei malviventi un muratore ligure e un ex collaboratore del promoter. Graziano, siciliano residente a La Spezia, è finito in cella con l'accusa di tentata estorsione e minacce.

Il gip ha motivato la custodia cautelare con il pericolo di fuga (in un'intercettazione telefonica fa riferimento a un suo futuro viaggio in Germania), ma il suo avvocato Riccardo Balatri ha presentato ricorso al riesame per farlo uscire. L’udienza a Genova è stata fissata per martedì, ma l’ordinanza emessa dal gip avrà un peso forse decisivo per il respingimento. Anche se il legale è convinto di poter ottenere i domiciliari per il suo assistito.

Nel registro degli indagati c’è un ex collaboratore del professionista. In attesa di altri componenti della banda che devono essere ancora smascherati. Anche se per ora né il detenuto né l’indagato hanno parlato. Ma gli inquirenti torneranno alla carica perché ci sono degli aspetti ancora da chiarire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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