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Marmo, cresce la produzione di blocchi

Marmo, cresce la produzione di blocchi

Segno più anche per le scaglie, il sospetto dell’amministrazione è che vi sia un’evasione: bianche fatte passare per scure

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CARRARA. Nel 2013 è aumentata la produzione di blocchi e scaglie bianche mentre continua a scendere quella delle scaglie scure: impennata per terre e sassi da scogliera, ma si tratta di un trend condizionato dalla domanda “straordinaria” per i lavori in alcuni porti toscani.

La produzione dei blocchi di marmo nel comprensorio carrarese da una decina di anni si è assestata sulle 900-950 mila tonnellate all’anno: il materiale più pregiato, però, rappresenta solo il 25-30% di quanto viene estratto ogni anno dalle nostre cave. Lo dicono i dati sull’escavazione dei materiali lapidei presentati ieri alla Commissione Marmo del Comune di Carrara dal dirigente del settore Marco Tonelli: le tabelle contengono i dati con i quantitativi estratti, mese per mese, dal 2001 al 2013. In particolare, nell’anno appena trascorso, si rileva rispetto al 2012 un aumento dell’escavazione di blocchi e scaglie bianche, cresciuti rispettivamente del 6 e 5 per cento, e una flessione dell’estrazione di scaglie scure, scese del 4,5%. Nel 2013 il quantitativo di blocchi escavati ha raggiunto le 927mila tonnellate, a fronte delle 871mila del 2012: cifre, ha spiegato il dirigente Tonelli, che sono comunque nella media degli ultimi dieci anni a conferma del fatto che, il mercato dei blocchi, ha subito meno di altri settori i contraccolpi della crisi.

Le tabelle divulgate dagli uffici del settore Marmo, registrano inoltre un’impennata a dir poco esponenziale dei sassi da scogliera e delle terre, in un trend condizionato però da una serie di interventi straordinari, effettuati nei porti limitrofi alla nostra città, che hanno fatto schizzare alle stelle la richiesta di questi materiali.

Nel 2013, in totale, sono state estratte 428mila tonnellate di terre e tout venant: un quantitativo che, se pur notevolmente aumentato rispetto all’anno precedente (che si era chiuso con 223 mila tonnellate), resta in termini assoluti piuttosto esiguo, innescando una certa preoccupazione per le ricadute che la permanenza di questi materiali in cava ha sulla sicurezza idrogeologica dei nostri monti. Ma è dalle informazioni sull’estrazione delle scaglie che arrivano i segnali più preoccupanti: nonostante la crisi dei settori in cui vengono impiegate (in particolar modo l’edilizia) e il -4,5% nella produzione, il quantitativo di scaglie scure che scendono dai nostri monti continua a essere superiore a quello delle bianche, destinate a un mercato decisamente stabile come quello del carbonato di calcio. «Queste considerazioni ci preoccupano e ci fanno pensare che ci siano fenomeni di elusione o evasione» ha spiegato il dirigente Tonelli, in riferimento al problema, già affrontato più volte dalla Commissione Marmo, degli escamotage attuati da alcune aziende per spacciare le scaglie bianche per scure, e pagare così, invece dei 3,78 euro a tonnellata previsti per le prime, la tariffa di 1,26 euro a tonnellata applicata alle seconde.

E proprio sulla scia di queste riflessioni, Massimo Menconi, presidente della Commissione, è tornato a rilanciare l’idea della tariffa unica mentre, sempre in materia di tariffe, Luca Pugnana (Psi) ha proposto un balzello sull’imposta da applicare su scaglie e terre, perché «sui 3,5 milioni di tonnellate di materiale estratto nel 2013, le scaglie hanno inciso per oltre 2,5 milioni, quindi aumentando anche di pochi centesimi la tariffa il beneficio per le casse del municipio sarebbe importante» ha spiegato il consigliere.

Anche alla luce di questa considerazione, Claudia Bienaimè, (Carrara Bene Comune) ha chiesto al dirigente i dati sull’evasione: «Le morosità sono intorno al 15 per cento ma il comune mette in atto provvedimenti per recuperare il mancato introito, anche attraverso piani di rientro» ha replicato il dirigente Tonelli, precisando che solo nei casi più estremi si arriva ad avviare il procedimento di caducazione. Basti pensare che dal 2007-2008 a oggi, solo una cava è stata caducata per morosità.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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